“Se il GCZ non farà i tamponi noi rispetteremo i regolamenti”
In merito alla partita di martedì al Letzigrund, Bignotti però precisa: “lasceremo ad ognuno la responsabilità di decidere se scendere in campo”
di Roberto Quadri
“Se il GCZ non farà i tamponi noi rispetteremo i regolamenti”
Foto nau.ch

La Zurigo calcistica è improvvisamente tornata all’onore delle cronache. Ma questa volta non grazie a dei brillanti risultati sportivi, bensì per gli 10 casi di contagio da Covid-19 che hanno colpito 6 giocatori dello Zurigo, tre membri del suo staff tecnico e, dulcis in fundo, il presidente Ancillo Canepa.

Sponda Grasshopper, invece, si è verificato un solo contagio, che ha colpito Amel Rustemoski. Posto immediatamente in quarantena, il 20enne giovane attaccante delle Cavallette, il club più titolato della Svizzera (27 titoli di LNA, 19 coppe svizzere, 2 coppe della Lega, 1 Supercoppa svizzera e 2 titoli di LNB) si è visto rinviare la partita in programma venerdì a Wil. Ed in questo senso, anche la sfida in programma martedì al Letzigrund contro il Chiasso sembrava, almeno in un primo momento, praticamente rinviata. Ed invece, attraverso un comunicato stampa giunto alle redazioni nel tardo pomeriggio di ieri, il club zurighese rassicurava sul regolare svolgimento della sfida contro i rossoblù dopo il sopracitato isolamento di Rustemoski.

Sennonché oggi, sulle pagine del sito nau.ch, è apparsa un’intervista a Nicola Bignotti, nella quale, il direttore generale del FC Chiasso auspica che il club bianconceleste faccia effettuare dei nuovi tamponi ai propri giocatori, aggiungendo che “ne va della salute dei nostri giocatori, dello staff tecnico e delle rispettive famiglie” aggiungendo che sarebbe “assolutamente irresponsabile andare incontro a dei seri rischi di salute”.

Ma per saperne di più su questa vicenda, Ticinonews ha raggiunto telefonicamente Nicola Bignotti, che ha immediatamente ribadito quanto detto ai giornalisti di nau.ch. “Penso che sia opportuno fare i tamponi ai giocatori del Grasshopper” - spiega Bignotti - “per garantire la salute di chi scende in campo e di tutte le persone che compongono lo staff del FC Chiasso. A questo riguardo, il medico cantonale argoviese ha affermato che ritiene minime le possibilità di contagio anche se non l’ha escluso categoricamente. A questo punto mi chiedo se sia sensato lasciare anche soltanto l’1% di possibilità di contagio. Di conseguenza, per la serenità di tutte le parti in causa, il Grasshopper potrebbe fare i tamponi domattina. Come recitavano gli antichi romani ‘Melius abundare quam deficere’. Ed inoltre cosa implica farli. Secondo noi nulla, mentre non farli potrebbe costituire un rischio per la salute. Mi sembra un ragionamento semplice”.

Un’ultima, ma importante domanda. Come vi comportereste se i dirigenti del Grasshopper decidessero di non fare i tamponi ai propri giocatori e la Swiss Football League vi obbligasse a giocare martedì?
“Come sempre rispetteremo i regolamenti, lasciando poi ad ognuno la responsabilità di decidere per la propria salute. Ed ovviamente, per ognuno intendo giocatori e staff”.

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