
I Cantoni e i club di calcio professionisti hanno elaborato un modello d'accordo per tutelare la sicurezza del pubblico alle partite. Il testo, che non è vincolante, prevede ad esempio misure negli ambiti del consumo di alcool allo stadio, dell'attività di controllo e polizia, ma anche della prevenzione. La convenzione, che dovrebbe entrare in vigore per la stagione 2010- 2011, regola anche la ripartizione dei costi tra Stato e società sportive. Le misure previste saranno «impopolari, ma efficaci», hanno assicurato oggi in una conferenza stampa a Berna i rappresentanti della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CCDGP), dell'Associazione svizzera di football (ASF) e di Swiss Football League. Il modello di convenzione è una risposta alla forte crescita, negli ultimi anni, della violenza agli stadi e alle difficoltà di coprire i costi per garantire la sicurezza, hanno spiegato i responsabili. Se aderirà all'accordo, un club di lega nazionale dovrà elaborare un progetto di sicurezza con le autorità prima dell'inizio della stagione. L'aspetto principale è rappresentato dall'identificazione dei tifosi violenti e dal loro allontanamento. Negli ultimi tempi il finanziamento delle misure di sicurezza è divenuto un problema sensibile. Ieri il presidente del FC San Gallo ha dichiarato che il suo club avrebbe potuto pagare solo la metà della fattura annuale di mezzo milione di franchi. Anche a Neuchâtel, il locale club Xamax e le autorità continuano a passarsi la patata bollente. La convenzione prevede di adattare la partecipazione ai costi del club in funzione degli sforzi forniti per la sicurezza. Saranno pure considerate la capacità economica delle squadre e la loro rilevanza sociale. ATS
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