
Avevano detto che comprava e vendeva partite, che organizzava le combine, che era l'anello di congiunzione dei vari clan.Deve aver vissuto giorni terribili, con addosso il sospetto della gente, che lo additava alla stregua di un criminale.La sua immagine, di calciatore prima e di manager poi, infangata e adombrata, il suo nome immerso nella vergogna.Ora, dopo una settimana di arresti domiciliari, di titoloni sui giornali, di supposizioni pesantissime, Mauro Bressan è libero. Oggi ha ottenuto la scarcerazione, senza obbligo di firma, senza niente di niente: semplicemente libero.Ma perché? Allora non è colpevole? Non ha fatto nulla? È stato tutto un abbagliio?Se davvero è così, allora questo scandalo del calcio scommesse, che si sta sgonfiando giorno dopo giorno, è tutto fuorché uno scandalo.Forse è una triste congrega di millantatori, pesci piccoli che avrebbero voluto ma non potevano. Insomma, un gruppo di malati e "sfigati".Libero e scagionato Bressan, ora tocca a Gegic, che non è ancora tornato dalla Slovacchia.Avrebbe voluto, almeno a voce, tornare presto per chiarire le cose. Invece non è ancora rientrato.Che stia aspettando che questo "scandalo" si sgonfi del tutto per rientrare e raccontare la sua verità?Probabile, visto ciò che sta accandendo, che non sia nemmeno la strategia più sbagliata.A nessuno piace passare qualche giorno in cella (ai più fortunati sono toccati gli arresti domiciliari) e poi sentirsi dire "vada pure, lei è libero".Gegic, prima di altri, forse ha capito che nascondersi può essere la mossa giusta.Finché tutto verrà chiarito. Poi forse, come a Bressan, qualcuno gli dirà anche scusa. Chissà.L.S.
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