
Sveglia alle 6.30. Temperatura esterna attorno ai 7 gradi. Otto ore di lavoro sotto la pioggia imbracciando piccone e pala. Una settimana di lavori forzati per giocatori e staff dell’Hockey Club Lugano. Nessuna punizione imposta dalla società, bensì un’esperienza per rafforzare lo spirito di gruppo in vista della nuova stagione agonistica.
I bianconeri stanno “soggiornando” a 1'740 metri d’altitudine alla capanna Prodör, sopra Carì. In questi giorni si sono occupati di ripristinare i sentieri attorno alla capanna. “Un lavoro duro che è stato eseguito in maniera impeccabile”, ci confida il responsabile della capanna Raffaele Grassi. Noi abbiamo raggiunto la squadra bianconera per l’ora di pranzo. Ai fornelli abbiamo trovato il direttore sportivo Roland Habisreutinger: “è dalle 9 che sono in cucina. Il menu di oggi prevede pollo, rösti e cornetti. Spero sia mangiabile…”. In effetti non era niente male (ndr). Al suono del campanaccio, tutti mollano gli attrezzi da lavoro e si siedono ai tavoli per mangiare. Cogliamo quindi l’occasione per domandare proprio ai giocatori come stanno vivendo questo inusuale ritiro.
Flavien Conne: “Il tempo non ci ha sorriso ma è stata un’esperienza molto positiva. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscerci meglio in un ambiente lontano dall’hockey su ghiaccio. Inoltre mi ha fatto piacere vedere giovani e anziani lavorare assieme e collaborare. Questa settimana potrebbe essere un buon punto di partenza.”
Julien Vauclair: “Dal mio punto di vista è stata una buona settimana. Tutti hanno lavorato duramente, nessuno ha cercato di schivare i propri compiti.”
David Aebischer: “Non mi era mai capitato un’esperienza del genere. Di ritiri nella mia carriera ne ho fatti, ma solitamente dormivamo in hotel… (ride, ndr). Tuttavia credo sia stata un’ottima occasione per stare assieme e, come si dice, fare gruppo.”
Steve Hirschi: “È stato veramente bello stare tutti assieme e compiere dei lavori che solitamente non siamo abituati a fare”.
Insomma dopo qualche stagione sotto tono i bianconeri, a lavorare ci sono andati.
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