
Il Lugano ha un nuovo team manager che inizierà a lavorare per il club bianconero a partire da domani, data d'inizio della preparazione della squadra di Salvioni. Si tratta di Simone Bianchi, di Morbio, che da anni lavorava per il FC Mendrisio.Noi l'abbiamo raggiunto per conoscerlo meglio.Allora Simone, come mai questa scelta?Devo dire che per me è stata una piacevole sorpresa. Sono stato chiamato da Sandro Rovelli, poi ho avuto un colloquio con il presidente Renzetti . Sono rimasto entusiasta e loro anche. Da parte mia ho subito chiarito le mie difficoltà legate al lavoro a turni che svolgo così che la società ne sia a conoscenza. Personalmente, questa chiamata del Lugano mi ha dato una grossa iniezione di fiducia.E quali saranno i compiti principali?Sarò il trait-d-union tra spogliatoio e società per tutti gli aspetti non prettamente tecnici. Così facendo potrò sgravare il presidente da determinati compiti che sino ad oggi ricadevano su di lui.Da Mendrisio a Lugano è un bel salto...Come per un giocatore passare dalla Prima Lega alla Challenge League. Il ragionamento funziona anche per chi non scende in campo. Se chiama il Lugano...Lavorare con Renzetti non sempre sarà semplice...Il presidente mi ha fatto un'ottima impressione. Mi è parso pragmatico. Con poche parole abbiamo trovato un'intesa. Poi è chiaro, io sono alle loro dipendenze e farò quello che mi dicono di fare.Dopo 16 anni non sarà stato facile lasciare Mendrisio.È proprio l'unico dubbio che avevo. Mendrisio, ma anche mister Ardemagni, sono nel mio cuore e sarò sempre riconoscente al club momo.della
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

