
Dopo dodici anni, Francesco Bianchi lascia la presidenza della Commissione arbitri della Federcalcio svizzera. A riferirlo è il Corriere del Ticino di oggi. Starà ora al basilese Claudio Circhetta guidare i direttori di gara svizzeri. Per il 59enne ticinese non si tratta di pensionamento: “Non mi sento un pensionato. La mia vera professione è quella di insegnante, mestiere che continuerò a praticare ancora. Quanto alla commissione arbitri, non sono dimissionario e nessuno mi ha dimissionato”. Bianchi dice “basta”, ma ricorderà con molta soddisfazione i dodici anni di presidenza: “Sono stato il primo presidente ticinese, quello che è stato in carica più a lungo. E posso uscire dicendo che è finita un'era. Ho giocato la mia parte, spero bene. Ho la sensazione di aver fatto progredire l'arbitraggio laddove fosse possibile. Ora c'è una nuova realtà… Il merito non è solo mio, siamo sempre stati un gruppo”. La scelta su Claudio Circhetta non è in discussione anche se… “C'era anche un ticinese in lizza, - spiega Bianchi - ma l'impressione è che un altro ticinese alla guida dell'arbitraggio non fosse gradito. La scelta di Circhetta è stata logica e giusta, anche se forse io avrei preferito proprio il candidato... nostrano. Ad ogni modo Claudio è bravo, propositivo, attento”. Il problema degli arbitri Nonostante in questi dodici anni si sia vista la crescita di diversi arbitri ticinesi, l’ormai ex presidente teme che dopo Busacca resterà il vuoto per un po': “in futuro invece di una stella avremo tante piccole stelle, credo”. Il problema non sta nel reclutamento, sottolinea Bianchi, bensì nel mantenimento. “Oggi ci si avvicina all'arbitraggio senza la giusta vocazione. Stiamo tentando di capire, grazie anche allo psicologo Mattia Piffaretti, perché ci sono arbitri che lasciano dopo un determinato periodo o perché alcuni continuano nonostante non siano così bravi”.
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