
Il difensore dell'Atalanta, nato a Zurigo e naturalizzato albanese, sta vivendo con particolare apprensione il terribile momento storico. La sua fidanzata Alisa, che confezionava abiti fino a poco prima dell'emergenza, si è messa a produrre mascherine:"L'idea è nata quando ha visto la situazione qui a Bergamo, tanta gente cerca le mascherine e non se ne trovano, si è messa a produrle gratuitamente, le mandiamo a chi ne ha bisogno e non ha la possibilità di acquistarne."
C'è molta solidarietà tra voi sportivi, sono state fatte molte donazioni agli ospedali."Serve l'aiuto di tutti, sia nei confronti di chi soffre che dei medici e degli infermieri che stanno facendo cose grandiose negli ospedali."
La situazione a Bergamo è molto difficile."Siamo tutti in difficoltà, una cosa mai successa e alla quale non eravamo preparati. Ma i bergamaschi sono forti e sapranno rialzarsi, e così sarà anche per il Canton Ticino e la Svizzera, seguo le notizie con apprensione."
Cosa spaventa maggiormente?"I continui nuovi casi. Speriamo passi presto perché significherebbe un miglioramento generale di una situazione che da tanto registra sempre nuovi contagi."
Questo lungo stop che effetto può avere su un eventuale finale di stagione da disputarsi nei prossimi mesi?"Una bella incognita, grande. Non ci possiamo allenare come si fa di solito insieme alla squadra e facendo tutto quello che prepariamo ogni settimana con la palla. Si cercano le motivazioni migliori per correre e restare in forma."
Se si dovesse giocare ancora sarebbe però a porte chiuse."Giocare senza pubblico fa sembrare il tutto un'amichevole, quindi conterà ancora di più la giusta attitudine psicologica, la testa e le motivazioni giuste faranno la differenza."
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