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Benoit, l'Ambrì ci crede ancora?
Redazione
17 anni fa
Stasera riprende il campionato. Il coach biancoblù Benoit Laporte a 360 gradi su Royer, Gobbi, Maneluk ed i playoff

Con i tre recuperi in programma questa sera (Berna-Bienne, Kloten-Rapperswil e Zsc Lions-Servette) il campionato di Lega Nazionale A comincia a rimettersi in carreggiata, dopo la pausa per la Nazionale. L'Ambrì Piotta stasera non giocherà, sabato sarà invece a Rapperswil e domenica riceverà il Gotteron. Due partite sulla carta abbordabili, che potrebbero anche riportare i Leventinesi in una posizione di classifica meno allarmante di quella attuale. Abbiamo fatto il punto della situazione in casa biancoblù con Benoit Laporte. Iniziamo dal mercato. Con Remi Royer è fatta? “Non ancora. Abbiamo deciso di prolungare il periodo di prova di una settimana. Questo anche perché abbiamo tre attaccanti infortunati: Stirnimann, Walker e Schönenberger. Dunque giocheremo le prossime partite con tre stranieri d’attacco. Inoltre in questa settimana di pausa per la nazionale abbiamo lavorato duro sulle gambe. E vogliamo vederlo all’opera, sulla velocità, quando avrà recuperato. E’ un acquisto importante e non vogliamo sbagliare”. Per la prossima stagione si parla dell’ex bianconero Mike Maneluk, che dovrebbe presto ricevere il passaporto svizzero. Una voce credibile? “In vista della prossima stagione stiamo vagliando tutte le possibilità che ci offre il mercato. Dunque anche Maneluk. Ma nel suo caso bisognerà vedere come sta, se è ancora in forma”. Si dice che il Berna vorrebbe Thomas Bäumle… “Queste sono solo voci per i tifosi. Noi lavoriamo sul concreto e Thomas ha ancora un anno di contratto ad Ambrì. Lui è con noi e noi vogliamo ancora lavorare con lui”. L’Ambrì invece vorrebbe il difensore del Servette John Gobbi. Tornerà? “Vediamo. Ci sono 12 squadre svizzere che vorrebbero ingaggiarlo”. La pausa per la Deutschland Cup permette di fare un primo bilancio della stagione. Vi aspettavate l’ultimo posto in classifica? “Alla quadra dell’anno scorso abbiamo aggiunto solo Kobach, due stranieri e due giocatori di LNB. Diverse altre squadre invece hanno investito milioni. Ci aspettavamo dunque un inizio di stagione difficile, ma non l’ultimo posto. La nostra attuale classifica non riflette il lavoro e l’impegno che i giocatori mettono in campo. Nove volte sono state decise da un gol, avessimo fatto solo con la metà di questi punti saremmo vicini alla riga. Non sono contento della nostra classifica, ma sono contento del nostro impegno. E’ chiaro però che ci sono 2-3 giocatori che possono dare di più”. Facile pensare ad Erik Westrum, Kirby Law e Noah Clarke… “Non voglio fare nomi. Ma ci sono giocatori che paghiamo per fare la differenza e adesso non la fanno. Non perché non si impegnano o non hanno la voglia di dare il massimo. A volte anche solo perché il loro bastone è, come dire… troppo pesante. In pratica perché hanno troppa pressione addosso. Ho provato a cercare delle soluzioni per farli girare al meglio e continuerò a cercarne”. Com’è lo spirito in squadra? “Buono. Le ultime due partite, contro Zurigo e Davos, abbiamo giocato bene. E questa settimana abbiamo lavorato al meglio, insistendo particolarmente sulla fase offensiva e sul powerplay. L’entusiasmo nella squadra c’è e questa attitudine può portare a fare bene”. Credete ancora nei playoff? “Non guardiamo la classifica. Abbiamo giocato 21 partite e ne restano altre 29. Noi dobbiamo solo prendere un match dopo l’altro e cercare di dare sempre il massimo. Cercando di riuscire ad infilare una serie positiva. E se ci riusciremo la pressione andrà sulle nostre avversarie dirette”. Qual è la squadra più deludente del campionato, finora? “Se parliamo solo della classifica siamo noi perché siamo ultimi”. Quale quella che ti ha impressionato maggiormente? “Sul modo

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