
A poco più di tre settimane dall’addio di David Sesa, il Bellinzona ha trovato il suo nuovo allenatore. Sarà infatti Baldo Raineri a sedersi sulla panchina granata. Per il classe 1962 si tratta di un ritorno, visto che proprio con il club della capitale, nel lontano 2003, aveva cominciato la sua carriera da allenatore professionista. In quell’occasione aveva portato con sé diversi ragazzi dal calcio regionale e tra loro c’era anche Angelo Raso. Il terzino destro ha poi trascorso tutta la carriera nell’ACB, per un totale di 11 stagioni. Lo abbiamo sentito oggi pomeriggio.
Angelo Raso, quali sono stati i suoi primi pensieri quando ha letto dell’ufficializzazione di Baldo Raineri come nuovo allenatore del Bellinzona?
“Sono sicuramente molto contento per Baldo. È un allenatore che stimo tantissimo e che conosco da parecchio tempo, il primo “Baldolandia” l’abbiamo vissuto assieme e per questo è un allenatore che mi è rimasto nel cuore. Sapevo che era in lizza per la panchina del Bellinzona già da qualche settimana, infatti ci eravamo sentiti a tal proposito e gli avevo augurato di farcela. Oggi ci siamo di nuovo sentiti e mi sono congratulato con lui”.
Che ricordi ha degli anni al Bellinzona con Raineri?
“Sicuramente molto belli. Quella stagione era anche coincisa con il mio primo impatto con il calcio professionistico, quindi io posso solo ringraziare Baldo per aver creduto in me. Da questa possibilità che mi ha dato si è poi sviluppata la mia carriera. Quel primo anno assieme a Bellinzona è stato davvero bello, ci siamo tolti delle soddisfazioni importanti. Pensando anche alla partita di Coppa Svizzera che Baldo dovrà giocare sabato contro il Lucerna, mi viene subito in mente la partita che avevamo vinto nel 2003 proprio contro gli svizzerocentrali. Un successo per 3-2 in cui tra l’altro ho segnato pure io e dove Baldo ha sfoggiato la famosa esultanza con l’aeroplanino. Sembra un segno del destino che sabato giocherà la prima partita con il Bellinzona proprio contro il Lucerna, gli auguro di poter ripetere le gesta di 19 anni fa. Io sarò sicuramente in tribuna a supportarlo”.
Pensa che sia l’allenatore giusto per il Bellinzona?
“Secondo me sì, anche se naturalmente sono di parte e non vorrei mancare di rispetto agli altri allenatori che erano in lizza. Penso che Baldo sia un tecnico molto preparato, conosce il calcio ticinese e svizzero, ma ha ottime conoscenze anche del calcio estero. Vive di pane e calcio, è un allenatore molto sanguigno e secondo me darà una grande carica al gruppo. Inoltre il suo calcio a me è sempre piaciuto, offre un gioco propositivo che si ispira al suo idolo Zdenek Zeman. Vedremo come andrà, spero che ci farà divertire e che riuscirà a raggiungere degli obiettivi importanti; non parlo di promozione, anche se è giusto pensarci ed essere ambiziosi, soprattutto quest’anno in cui ci sono tre squadre che possono salire”.
La figura di Raineri può avvicinare ulteriormente la squadra e la piazza di Bellinzona?
“Penso di sì. So che Baldo è molto amato a Bellinzona, ha lasciato un ottimo ricordo e questo è sicuramente un punto a suo favore. Chiaramente poi a uno può piacere e a un altro no, sappiamo che lui è un allenatore focoso e che non ha peli sulla lingua. Bisogna però anche guardare oltre e lasciarlo lavorare, perché sul terreno da gioco lui è a suo agio e sa come comportarsi con i giocatori. Penso inoltre che in questo momento della sua vita abbia anche raggiunto la maturità per gestire la parte extra calcistica. Su questo aspetto magari aveva un po’ peccato nel 2003, anche se penso che un allenatore lo si debba giudicare per quanto fatto sul campo”.
Come vede la convivenza con Pablo Bentancur?
“Sono due caratteri simili. Bentancur è una persona ambiziosa, vuole far bene e portare il Bellinzona in Super League il più presto possibile. D’altra parte c’è l’allenatore che ha sicuramente gli stessi obiettivi: Baldo non viene per fare la comparsa. Sono due persone schiette, che si dicono le cose in faccia e questo secondo me è solo un bene. Ho letto un’intervista a Baldo in cui dice di conoscere Bentancur da molto tempo, quindi se quest’ultimo ha deciso di ingaggiarlo come allenatore è perché crede in lui”.

