
Lungamente attesi dai tifosi ticinesi, i playoff prenderanno finalmente il via sabato con gara-1, nella quale Ambrì e Lugano inizieranno entrambe in trasferta contro due avversari piuttosto ostici. Le statistiche della regular season sembrerebbero impietose nei confronti dei biancoblù, sconfitti in tutti e quattro gli scontri diretti contro il Bienne, mentre Zugo e Lugano hanno conquistato tre vittorie a testa, anche se nelle ultime due (soprattutto nella seconda) la squadra del norvegese Dan Tagnes non aveva espresso il suo massimo potenziale.
Nel caso dei leventinesi, si tratterà di fare massima astrazione di quanto avvenuto negli scontri diretti della stagione regolare, proseguendo sullo slancio dell’ultimo scorcio di campionato. A livello di numeri, biancoblù e Seeländer hanno proseguito di pari passo, chiudendo appaiate in classifica a quota 79 punti. La squadra di Cereda ha avuto nella compattezza e nella costanza, ma anche nel powerplay (il secondo migliore della Lega) e il boxplay i suoi punti forti, trascinati da una prima linea spesso incontenibile per gli avversari. Ma la Paradesturm costituita dal ceco, da Müller e da Zwerger non è il solo atout per Cereda. In effetti, a cominciare dal roccioso Novotny, autentico uomo-squadra per proseguire con l’austriaco con licenza svizzera Hofer, autore di ben 13 reti e capitan Bianchi, autore, da parte sua, di alcuni gol decisivi nelle ultime giornate, il coach di Sementina può contare su diverse opzioni offensive. Segni incoraggianti anche da parte del redivivo D’Agostini, in gol nelle ultime quattro partite. Ma il merito va proprio a tutta la rosa di Cereda, autentico architetto del miracolo miracolo biancoblù. A cominciare dallo sfortunato Lerg, uscito di scena anzitempo per il noto infortunio ad un dito di una mano e ai due portieri, con Manzato da considerare molto di più di una semplice riserva del peraltro superlativo Conz.
Ambrì, quindi, pronto a vendere cara la pelle contro un Bienne del quale bisognerà soprattutto temere la forza d’urto garantita dai vari Rajala (il finlandese ha realizzato 24 gol), Pouliot, che potrebbe saltare gara-1, da Brunner, dall’intramontabile Earl e dall’ex Pedretti, mentre in porta la compagine di Törmänen può contare su un certo Hiller, comunque statisticamente sui livelli di Conz. Bienne, quindi favorito dalle statistiche degli scontri diretti, ma Ambrì in grado (ed i risultati della regular season sono lì a dimostrarlo) di sconvolgere una volta di più i pronostici, trascinato dalle inebrianti giocate e dai punti di Kubalik, indiscussa stella e topscorer della regular season.
Se la missione dell’Ambrì è difficile, ma certamente non impossibile, altrettanto si può dire per il Lugano, che nelle precedenti 6 sfide dirette nei playoff contro gli svizzero-centrali si è imposto in 3 occasioni. Se la cabala è dalla parte degli uomini di Ireland, i numeri (classifica alla mano) sono nettamente a favore dello Zugo, che ha chiuso al secondo posto, a sole quattro lunghezze dal Berna.
I bianconeri, che sono riusciti a riemergere sopra la linea nelle ultime giornate, dovranno confermare i recenti progressi, trovando una maggiore continuità di risultati. Capitan Chiesa e compagni dovranno decisamente migliorare il rendimento in trasferta, che nel corso della regular season li aveva tenuti costantemente sotto la fatidica linea delle prime otto. Tanto dipenderà anche dal rendimento di Lajunen e, soprattutto, di Lapierre, troppo spesso impalpabile nelle cinquanta partite della stagione regolare. In questo senso, il forzato rientro di Klasen, richiamato per forza di cose dopo l’infortunio occorso al già acciaccato Haapala, è risultato provvidenziale per la squadra, ma anche per Ireland, che dopo la rocambolesca vittoria interna contro il Ginevra, è tornato prepotentemente in sella, allontanando alcune insistenti voci su un suo eventuale allontanamento.
Ma, di fatto, il vero straniero dei bianconeri, è inutile negarlo, quest’anno si è rivelato Hofmann, capocannoniere del torneo con la bellezza di 30 centri. Se non ci fosse stato il numero 15, difficilmente i bianconeri avrebbero staccato il biglietto per i tanto agognati playoff. E un contributo a livello di gioco, ma anche di gol (10 i centri dell’ex capitano), è arrivato anche da Sannitz, già protagonista dell’ultimo playoff. In definitiva, se Merzlikins tornerà a fare quanto fatto negli ultimi tre playoff e se alcuni elementi come Bürgler, Bertaggia e Fazzini ritroveranno con costanza la via del gol e la difesa riuscirà a reggere la forza d'urto dei vari Everberg, Roe, Martschini e Suri, ecco che allora i luganesi potrebbero ridiventare lo spaurachio dei playoff.
Roberto Quadri
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