
"Cercheremo di tastare ancora una volta il polso al gruppo per capire se davvero ci sono frizioni insanabili o se possiamo ripartire tutti assieme." (vedi articolo correlato)
Con queste parole Angelo Renzetti è tornato a parlare del rapporto fra lo spogliatoio del Lugano e il suo allenatore, Livio Bordoli.
Il presidente bianconero parla di possibili "frizioni insanabili", ma è davvero così, Livio Bordoli?
È normale che chi non gioca non è contento, questo succede ovunque. Non sono un ingenuo. Se abbiamo ottenuto questi risultati è però merito di tutti. Qualsiasi squadra ha bisogno dell'allenatore, e ogni allenatore ha bisogno della squadra. Se le cose fra me e il gruppo non fossero funzionate, non avremmo mai raggiunto la promozione. Se davvero ci fossero stati degli attriti, allora siamo dei fenomeni."
Ha parlato con i giocatori? Che sensazioni ha avuto?
Ieri ho parlato con la squadra. Sono stati due anni incredibili fatti di soli successi. Li ho ringraziati perchè non era facile lavorare con questa pressione. Con poco abbiamo ottenuto quello che in passato altri non hanno ottenuto con molto."
Il presidente Renzetti sembra rimettere ai giocatori la decisione sul suo futuro...
È strano che un presidente faccia così. Dovrebbe essere lui a decidere, bisogna fare attenzione, io agirei in altro modo...
Ma lei, in definitiva, vorrebbe restare?
Ho un contratto e vorrei rimanere ma non a dispetto di tutto. Non ho l'ossessione di restare a tutti i costi, lo farò solo se ci saranno le giuste condizioni. Bisogna volere il bene del Lugano, se non si potrà continuare assieme, non lo faremo. Sarò, a prescindere da tutto, sempre grato a Renzetti. Sono entrato nella storia del Lugano, fra 20 o 30 anni ci si ricorderà di questa promozione.
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