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"Arbitro, non fare la vittima quando non lo sei"
Redazione
11 anni fa
Un calciatore del Gorduno racconta la sua versione in merito alla partita sospesa. "Pensano che siamo dei picchiatori perché schieriamo jugoslavi e croati"

La vicenda legata alla partita fra Gorduno e Claro, sospesa dall'arbitro Nhass Nadir per una presunta aggressione, continua a far discutere.

Nel tardo pomeriggio siamo stati contattati da un calciatore del Gorduno, Raffaele Castro, desideroso di raccontare la sua versione dei fatti. Più che l'interruzione della partita, che anzi era stata richiesta espressamente dai calciatori di casa "perché aveva rovinato la sfida", a far male è stato il modo in cui l'arbitro ha descritto al nostro portale la situazione.

"Nessuno lo ha aggredito, anzi dopo la sospensione il nostro presidente Curic gli è andato vicino e lo ha accompagnato negli spogliatoi, rimando poi dinanzi ad essi. E Nadir ha persino cenato al campo", racconta Castro.

Siete arrabbiati anche perché quello che ha portato alla sospensione non è stato l'unico episodio contestato.

"Esattamente. Nel primo tempo è stato regalato un rigore inesistente al Claro e ci sono state, ovviamente, proteste, ma nulla di più. Nessuna delle due squadre si giocava nulla, però ci tenevamo a fare una vittoria o almeno un pari in un ritorno per noi disastroso. A mezz'ora dalla fine, il loro capitano Portavecchia, a palla lontana e gioco fermo, ha colpito un nostro giocatore, Ostuni, con una testata, per fortuna senza conseguenze. L'arbitro lo ha espulso, però la cosa incredibile è che è successo in area e invece che rigore ha dato punizione a due. Assurdo! Quelli del Claro sono andati tutti attorno a lui, e io ho proposto di sospendere la partita."

Non è normale, però, voler fermare una gara per un episodio contestato: così molte sfide non arriverebbero al 90esimo...

"Due anni fa giocavo nell'Arbedo e avevo ricevuto una testata, con successivi tre punti di sutura. Non era stato dato il rosso all'avversario ma la partita era stata sospesa. Noi giochiamo per divertirci, e in certi casi, quando diventa ingestibile, mi sembra la cosa migliore."

Tornando a ieri, poi cosa è successo?

"Il nostro portiere, alto quasi due metri, è intervenuto con le mani alti. Il loro giocatore, piccolino, gli è finito addosso. L'arbitro ha dato espulsione e rigore. Tutti siamo accorsi attorno a lui, io l'ho preso per una spalla per far sì che mi guardasse in faccia. Il nostro portiere era in lacrime e gli chiedeva che fallo poteva aver fatto. Ho detto a Nadir che, se continuava a fischiare così, era meglio interrompere. Faceva solo brutta figura lui, e gli ultimi dieci minuti sarebbero stati una caccia all'uomo. Il Claro voleva battere ma poi sono stati d'accordo con noi. Dopo la partita la nostra società aveva organizzato una grigliata, come sempre, e ci ha rovinato la serata."

A darvi fastidio è l'atteggiamento dell'arbitro.

"Il suo vittimismo. Credo sia anche un po' di razzismo, perché nella nostra squadra ci sono diversi jugoslavi e croati. Spesso purtroppo si sente dire che il Gorduno è composto da slavi e che di sicuro picchiamo, ma non è mai successo nulla. Anzi, abbiamo sempre cenato tutti insieme dopo le partite, anche con gli avversari. Erano cene gratuite, offerte dal nostro presidente. Ecco, ci dispiace per lui, che ha fatto tanti sacrifici."

Cosa diresti all'arbitro se potessi parlargli?

"Che ha fatto bene a sospendere, e sono concordi anche quelli del Claro, però non a farsi passare per la vittima che non è. C'erano 150 persone a vedere, che non sono poche per una squadra retrocessa della nostra categoria, che l'avranno pure insultato ma non aggredito e possono testimoniarlo. I problemi si risolvono col dialogo, con lui non è stato possibile parlare in campo. E mi dispiace. Sicuramente, la società si muoverà".

PB

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