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Andrea Manzo: "Affrontare ogni partita come una finale"
Andrea Manzo: "Affrontare ogni partita come una finale"
Andrea Manzo: "Affrontare ogni partita come una finale"
Redazione
8 anni fa
Il tecnico italiano è fiducioso sulle possibilità di salvezza del Chiasso. Importante l'esperienza di Perico e Malvino

Chiusa la prima parte di stagione all’ultimo posto, ad una sola lunghezza dal Kriens e a tre dal Rapperswil, il Chiasso è stato molto attivo sul mercato con ben 9 giocatori in entrata e 7 in uscita. Tra i nuovi arrivati spiccano i nomi dell’ex difensore centrale del Lugano Matias Malvino, l’ex difensore del Cagliari Gabriele Perico e gli attaccanti Carlo Manicone (in prestito dal Lugano) e l’uruguaiano Rodrigo Pollero dall’Arsenal de Sarandi.

Innesti importanti, come conferma per l'allenatore Andrea Manzo a Ticinonews. "Malvino lo conosco dai tempi di Lugano. È un ottimo elemento sia in fase difensiva sia in quella offensiva, nella quale sa rendersi particolarmente utile sui calci d’angolo. Al momento Matias è un po’ in ritardo a livello di preparazione, ma sono sicuro di recuperarlo al cento per cento nel minor tempo possibile. Si tratta di un giocatore che garantisce quantità e qualità alla squadra.

Difesa che potrà contare anche su Perico."Gabriele è il classico elemento che ogni squadra vorrebbe possedere perché, oltre alle sue innate qualità, abbina esperienza e supporto in favore dei numerosi giovani presenti nella nostra rosa".

A centrocampo avete perso Antoine Rey, ma Milosavljevic è tornato all’ovile dopo le esperienza di Sion e Winterthur."Nikola lo conosco dai tempi dell’Under 21 bianconera. Si tratta di un elemento dalle buone potenzialità tecnico-tattiche, peculiarità molto importanti per il nostro centrocampo, nel quale sono stati pure inseriti il congolese del Winterthur Ambre Nsumbu e Fabio Gomes dal Team Vaud U21.

Sul fronte avanzato siete riusciti a trattenere il bomber Zoran Josipovic (7 gol nel girone d’andata) ed il moldavo Nicolae Milinceanu (6 reti finora) assicurandovi poi i servizi di Carlo Manicone e del 22enne uruguaiano Rodrigo Pollero."Carlo è una buona prima punta a livello tecnico-tattico, in grado di inserirsi con facilità tra le ligne e a muoversi su tutto il fronte offensivo. Da parte sua, il giovane Pollero è un buon elemento e sta lavorando molto bene. Nell’ultima amichevole disputata a Lucerna, seppur impiegato per un tempo limitato, ha fornito una prestazione convincente per intensità e quantità, creandosi e trasformando con freddezza il rigore del definitivo 3-1. Prestante fisicamente, Rodrigo è una prima punta dotato di un buon tiro ed abile nel gioco aereo. Inoltre, dall'Under 21 Winterthur è poi giunto Holifryde Nsiala, attaccante fisicamente prestante, forse un po' grezzo, ma dalle buone qualità offensive".

Nella seconda parte della stagione adotterà ancora il 3-5-2 mostrato nella fase finale dell'andata?"Sì, anche se partendo dal concetto che una squadra va messa in campo secondo le diverse peculiarità dei singoli giocatori, non escludo delle variazioni. A livello tattico, comunque, posso già dire che con la nostra difesa schierata a tre, Padula avrà ancora la possibilità di giostrare sulla fascia destra di centrocampo, sfruttando la sua spinta offensiva, libero da fastidiosi compiti difensivi".

Il ritardo su Kriens e Rapperswil è tutt’altro che incolmabile. È ottimista sul raggiungimento della tanto agognata salvezza?“Non sarà facile per nessuno, visto che pure le nostre dirette antagoniste sono ben attrezzate. Comunque, ritengo che con la nostra rosa, composta da elementi duttili, in grado di adattarsi a qualsiasi schema e situazione di gioco, possediamo i mezzi per poterci trarre d’impiccio. Importante sarà affrontare qualsiasi partita come se si trattasse di una finale. A cominciare da sabato a Sciaffusa".

Concludendo, lei che ha giocato nel massimo campionato italiano, da quale allenatore si è maggiormente ispirato?“Semplicemente da tutti. De Sisti, Lombardi, Capello, Liedholm, Materazzi e Sonetti sono tutti stati dei grandi maestri nei miei anni trascorsi con le maglie di Fiorentina, Sampdoria, Milan, Udinese e Avellino. Tecnici che mi hanno aiutato nella gestione della squadra e nel modo di farla giocare”.

Roberto Quadri

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