
Era in attesa di una chiamata dopo l'esperienza terminata a giugno dello scorso anno a Lugano.
La chiamata è arrivata, e che chiamata! Raimondo Ponte da una decina di giorni è, un po' anche a sorpresa sua, il nuovo tecnico del Sion.
"Sono stato sorpreso da questa proposta ma ovviamente mi ha fatto molto piacere."
Come sono andati i primi giorni in Vallese?
"È ancora presto per dire qualcosa, sono qui da pochi giorni. Abbiamo giocato una partita (ndr persa contro il Basilea per 1 a 0) della quale non sono dispiaciuto. La sconfitta fa male ma abbiamo fatto vedere qualcosa che mi permette di essere positivo per il futuro."
Che squadra hai trovato a Sion?
"Ho trovato una squadra che non vince da un po' di tempo e quindi non è sicura di sé. Sarà questo il mio compito: metterli in condizione di essere più positivi. Ma ci manca sicuramente un risultato, che vale di più di tante parole. Il prossimo traguardo è vincere una partita e uscire dalle zone basse il più presto possibile."
La panchina del Sion, si sa, è decisamente calda...
"Perché invece quanti allenatori hanno cambiato a Lugano negli ultimi anni? Anche quella bianconera è una panchina calda. Ma qui la sfida è molto più grande. Se qui fai bene, la città di Sion punta ad altri traguardi, come si fa a dire di no a una proposta del genere?"
A Sion hai ritrovato anche un giocatore che conosci molto bene, Michael Perrier.
"Michael sta bene, ha fatto una buona partita contro il Basilea. Lui è un giocatore che non molla mai, in questi momenti hai bisogno di tanti giocatori così."
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