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Sport
Anche l’HCL punta sui giovani
Redazione
16 anni fa
Non solo l’Ambrì: un contratto di un anno per Alessio Bertaggia. Lo abbiamo intervistato per voi

Di lui dicono che è simpatico, schietto e lavora sodo… Forse parla un po’ troppo negli spogliatoi. Ora però Alessio Bertaggia, classe 1993 e figlio d’arte, può anche permetterselo grazie alla firma di un contratto di un anno firmato con l’HCL. Questa mattina per la prima volta si è raccontato in conferenza stampa. Alessio, complimenti per questo ingaggio, sei contento? Si, mi fa molto piacere. La decisione della durata del contratto è stata presa insieme alla società. Credo che per un giovane un contratto di breve durata sia molto più stimolante.” Nel tuo contratto c’è una clausola particolare che ti permette di lasciare la squadra nel caso di una chiamata in NHL. È questo il tuo sogno e il tuo obiettivo? “Sono stato in America l’anno scorso per la prima volta, non avevo mai giocato su una pista più piccola. Ero con altri ottanta ragazzi, è stata un’esperienza dura ma ho avuto la possibilità di vedere in azione giocatori prime scelte nel draft. Ovviamente giocare in NHL è il sogno di tutti e per le mie caratteristiche di giocatore potrebbe essere la scelta giusta tra 4 o 5 anni. Nel frattempo mi accontento di seguire le partite in televisione.” A proposito di America, sei stato chiamato dalla nazionale Under 20, poi non sei andato al mondiale. Cos’è successo? “In teoria non dovevo nemmeno partecipare al campo di allenamento. Prima sono stato convocato ma poi mi hanno tagliato. Sulle motivazioni che mi hanno dato posso essere d’accordo o meno. Ma ero comunque un anno in anticipo. Spero nell’anno prossimo.” Come hai vissuto il tuo debutto nel massimo campionato svizzero? “È stato davvero strano, un attimo prima ero in tribuna a tifare e l’attimo dopo ho ricevuto la chiamata da Bozon: assolutamente non me l’aspettavo. Ho esordito la primissima partita di campionato contro lo Zurigo e ho fatto del mio meglio, spero di continuare così.” Prima giocavi nella squadra Élite, com’è cambiato il rapporto con i tuoi vecchi compagni partite ora che giochi in prima squadra? “Chiaramente sono rimasto l’Alessio di prima, i compagni non mi guardano con occhi differenti. Però in Élite mi esprimo in modo più offensivo, se commetto qualche errore so che non è così grave.” Passiamo alla tua vita privata, tuo padre ha influito sulla tua scelta? “A dire il vero fino all’età di dieci anni giocavo anche a calcio, facevo l’attaccante. Ho giocato anche nel Porza e nell’Origlio/Ponte Capriasca. Poi ho dovuto compiere una scelta. Ora sono all’ultimo anno di apprendistato presso la Cablecom SA e devo dire che l’azienda mi aiuta molto, soprattutto per quanto riguarda la flessibilità degli orari a causa dei miei allenamenti mattutini. Mio padre mi è stato di grande aiuto, mi ha sempre offerto ottimi consigli. Nonostante sia stato allontanato dall’HCL non è cambiato nulla: un allenatore quando accetta un incarico sa benissimo che decisioni di questo genere possono essere prese.” Cosa ne pensi della difficile situazione in classifica della tua squadra? “Purtroppo stagioni come questa capitano a squadre di tutto il mondo. L’importante secondo me è continuare a lavorare sodo e a dare il massimo. Anche perché non si può mai sapere cosa ti riserva la vita: l’anno prossimo magari arriverà un nuovo allenatore e sarò di nuovo in tribuna.” Hai subito un infortunio, ti sei ripreso? “Mi sono procurato una forte contusione a Zuchwil, in un’amichevole contro la Germania. Ora però sto meglio, mi sono ripreso completamente.” Com’è l’ambiente negli spogliatoi dell’HCL? “Il mio posto è vicino a Flavien Conne, lui mi aiuta molto, ma in generale tutti i ragazzi mi sostengono, nessuno mi insulta o ha brutte parole per me, cercano di incoraggiarmi.” Cosa ne pensi del possibile arrivo di De

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