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Ambrì: tifoso diffidato per errore
Redazione
14 anni fa
Un tifoso accusato dalla società di aver acceso le torce il 6 gennaio dopo il derby è stato vittima di uno scambio di persona

Il 6 gennaio l'Ambrì vince il derby contro il Lugano. In Curva Sud si accendono delle torce. È la goccia che fa traboccare il vaso. Infatti questo atto, sommato alle precedenti ammonizioni, una ventina, che la società biancoblu ha ricevuto a causa del comportamento dei suoi tifosi, ha portato il giudice unico delle Lega Reto Steinmann a comminare una multa di 15'000 franchi e l'obbligo di giocare una partita a spalti vuoti.L'Ambrì fa subito ricorso e nel frattempo invita i tifosi che hanno acceso le torce ad autodenunciarsi. Questo fatto, secondo la società, sarebbe stato visto di buon occhio in Lega e che avrebbe portato il giudice unico a riconsiderare la sanzione.Nessun tifosi si è autodenunciato, ma la società, il 28 gennaio, comunica che in ogni caso gli autori erano già stati identificati. Questo grazie alle telecamere presenti all'interno della Valascia. I nomi di queste persone sono stati comunicati nel ricorso al Tribunale sportivo, si leggeva nel comunicato.Oltre a questo il comunicato recitava anche: "Gli stessi verranno ora diffidati dall’accedere a tutti gli impianti sportivi dove si svolgono delle competizioni per un periodo minimo di due anni, verranno denunciati al Ministero pubblico per i relativi reati penali e verrà posta solidalmente a loro carico il pregiudizio economico che scaturirà dalla sentenza del Tribunale sportivo".Ma ora c'è una novità. Secondo quanto riferisce il giornaledelticino.ch, sembra che ci sia stato un errore di persona. Infatti un tifoso identificato dalla società non sarebbe nemmeno stato presente alla partita. Cosa risponde la società? Da noi contattata conferma che "per quel che concerne le quattro persone diffidate in merito all'accensione delle torce purtroppo c'é stato uno scambio di persona". 

 

"L'errore è avvenuto in quanto gli effetti personali della persona erroneamente diffidata erano simili a quelli di colui che ha acceso la torcia" dicono ancora da Ambrì.

"Ci siamo subito accorti dell’errore ma nella giornata stessa dell’invio della diffida l'abbiamo fatta sospensdere. La stessa non è mai stata attiva. Con la persona in persona ci siamo scusati telefonicamente e per lettera raccomandata" conclude la società.

MM

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