
È stato profetico l’ex direttore sportivo dell’Ambrì Sergio Gobbi quando, da noi contattato, aveva auspicato un ritorno del club biancoblu a un’identità di squadra formatrice. Un’identità da riguadagnare grazie soprattutto agli innesti di giocatori del vivaio. “I Rockets hanno dimostrato di essere un serbatoio di qualità e l’Ambrì ha dimostrato di avere in casa giocatori di talento”, aveva spiegato Gobbi. E il club la ‘linea verde’ l’ha effettivamente varata. Stucki e Trisconi hanno rinnovato, Hrabec è stato promosso in prima squadra e Paolo Duca, come sappiamo, è il nuovo direttore sportivo. Luca Cereda, che molti di questi giovani li ha lanciati con i Ticino Rockets, è invece il nuovo head coach biancoblu.
Un scelta che Sergio Gobbi saluta favorevolmente: “Secondo me hanno visto che quella percorsa negli ultimi anni era la strada sbagliata, ora non più percorribile. Sia il presidente che il CdA hanno capito che era giunto il momento di dare la svolta”. Svolta che si è concretizzata in questo ritorno alle origini atteso da anni e affidata a due volti storici del club: “Paolo Duca è un’ottima scelta, è una persona valida che andrà aiutata visto che per lui è una sfida nuova - prosegue Gobbi - Luca Cereda non lo conosco molto ma ho visto che ha lavorato davvero bene”.
“È una svolta epocale: o la va (e ne sono convinto) o la spacca. Ma voglio sottolineare che è stata la scelta giusta. Non si poteva più andare avanti come prima, anche per una questione di costi. Devo fare un plauso alla dirigenza per il coraggio dimostrato nel voler cambiare rotta”. Un ruolo centrale lo avranno pure i tifosi, in particolare se i primi risultati dovessero tardare ad arrivare: “Sarà importante sostenere e stare sempre vicini alla squadra. I risultati arriveranno”.
In questo senso sarà pure indispensabile condurre un mercato impeccabile (“manca ancora un portiere e quattro stranieri, conferme a parte”), soprattutto per quel che riguarda il capitolo stranieri: “Ho qualche perplessità su questo punto perché Duca parte da zero e di solito bisognerebbe già avere in mente qualche nome almeno da un anno. Acquistare all’ultimo è spesso un rischio”, avverte Gobbi.
La parola mercato, inevitabilmente, richiama anche un altro tema che in Leventina è parecchio sensibile: quello dei fondi. E mai come ora è tema d’attualità, viste anche le discussioni sulla nuova Valascia. Come affermato ieri sera a Fuorigioco dallo stesso presidente biancoblu Filippo Lombardi, il progetto è stato rivisto revisione portando i costi da 50 milioni di franchi a 43 milioni. L'Ambrì può contare per il momento su 15 milioni e se le trattative con i possibili finanziatori non andassero a buon fine la pista potrebbe sorgere, come extrema ratio, a Castione.
L’assemblea consultiva dei tifosi del 29 aprile è stata decisamente infuocata e parlare di altre varianti, per molti tifosi, è un po’come bestemmiare in Chiesa. “È un discorso che arriva da lontano - ricorda Gobbi - Se ne discuteva già in occasione della mia prima riunione di comitato nel settembre del 1981”.
“Personalmente avrei fatto di tutto per rimanere alla Valascia, sistemandola prima del 2008. In passato alcune occasioni sono andate perse, ad esempio la pista nella galleria degli aerei a Quinto. Io sono per mantenere l’Ambrì ad Ambrì. Se i soldi non ci sono e qualcuno dovesse garantire una pista in un’altra zona del Cantone dove il club paga solo l’affitto si potrebbe valutare. Ma per indebitarsi a Castione, tanto vale restare in Leventina”.
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