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Allora perché non crederci?
Allora perché non crederci?
Allora perché non crederci?
Redazione
9 anni fa
Il Lugano è maturo e pronto per scrivere il proprio nome tra le migliori squadre del campionato

Il Lugano viaggia a testa alta verso un orizzonte che per i cauti e gli scaramantici si chiama ancora salvezza, per i sognatori e gli ottimisti si chiama invece Europa.

Qualcosa è cambiato se ci paragoniamo alle scorse stagioni quando davanti agli avversari c’era sempre il timore di una sconfitta ingiusta dopo aver giocato bene ma non abbastanza.

Forse Pierluigi Tami ha cambiato anche qualcosa nella personalità dei giocatori, senza urla, senza eclatanti manifestazioni a centrocampo, che Angelo Renzetti definì da scimmie.

In silenzio, con stile, ha creato un senso d’appartenenza e una disciplina che stanno spingendo verso l’alto i bianconeri.

Ma è il campo, più che la classifica, a dare la sensazione di una squadra matura e pronta a scrivere il proprio nome tra le migliori del campionato.

Pier Tami sa sfruttare tutte le risorse tecniche che Renzetti gli ha messo a disposizione, rendendo funzionali al suo gioco anche quei pochi elementi che apparivano incompiuti, uno su tutti Mattia Bottani, facendogli riscoprire una nuova anima.

Non è possibile, anzi sarebbe un errore, dividere l’analisi per reparti, la squadra gioca compatta e se la difesa non subisce gol merito va appunto anche a specifici elementi come Bottani e Alexander Gerndt.

La doppia prova di maturità contro Sion e Grasshopper è stata superata, il Lugano può ambire a maggiori aspettative.

Le prossime due tappe, San Gallo e soprattutto Young Boys, ci faranno comprendere la dimensione dei sogni bianconeri, squadra che sputa sangue con personalità, pazienza e acume tattico.

Allora perché non crederci?

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