
Dal suo arrivo il Lugano è risalito in classifica trovando un posto nei playoff. Una fase decisiva che la sua squadra, come le altre sette, non disputeranno mai a causa delle diffusione del coronavirus.
Serge Pelletier, come sta vivendo queste ore?"È una situazione triste. Triste per noi, per i giocatori, i dirigenti e i tifosi. abbiamo vissuto giornate nelle quali ogni 30 minuti cambiava tutto. "Si gioca", "No, non si gioca", "Si rimanda", è stato un tira e molla logorante. Adesso però dobbiamo ancora renderci conto che è tutto finito. La decisione presa è comunque quella giusta. La salute prima di tutto. È una situazione mai vista prima e lo ripeto: la decisione presa è quella giusta."
Che bilancio trae dei suoi mesi sulla panchina bianconera?"Assolutamente positivo. Ho preso le redini della squadra in una situazione quasi compromessa. Avevamo 11 punti di ritardo dalla linea ma siamo riusciti ad acciuffare un posto nei playoff."
Nei quarti contro lo Zurigo sarebbe stata una missione impossibile?"No, non credo, avremmo avuto le nostre chance. I Lions sono una squadra che si sarebbe adatta bene alle nostre qualità. All'Hallenstadion avevamo anche vinto un match importante nel corso della regular season. Alla fine però, purtroppo, non avremo mai una risposta definitiva."
Serge Pelletier ha chiuso la sua esperienza in bianconero o sarà alla transenna anche la prossima stagione?Non lo so ancora, è prematuro per dirlo. Non ho ancora incontrato la società. Ovviamente mi piacerebbe rimanere. È stato un piacere allenare il Lugano e mi piacerebbe continuare.
"Quali cambiamenti andrebbero apportati per vedere in futuro un Lugano più competitivo?Ci sono dei cambiamenti da apportare, immagino che il nuovo Lugano non ripartirà con il medesimo effettivo visto all'opera in questa stagione. Servono più leadership e grinta, qualità necessarie per fare un ulteriore passo avanti."
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