
Sul prato è andato tutto liscio. Anzi: la Svizzera ha travolto Malta per 6-1, inaugurando nel migliore dei modi la nuova AIL Arena. Fuori dal campo, però, le cose sono andate diversamente. Code interminabili per una bevanda o un panino, polemiche sui prezzi e perfino sui nomi dei cibi. Il malumore di un tifoso riassume tutto: «Non chiamatela salamella, ma luganighetta».
In serata, il Football Club Lugano è intervenuto con una nota. «Abbiamo preso atto delle numerose osservazioni ricevute in merito ai disservizi organizzativi e operativi legati al servizio food & beverage», ha scritto la società bianconera, dichiarandosi «profondamente dispiaciuta» per un servizio che «non ha corrisposto in alcun modo agli standard» concordati con il partner del catering. Il club «si assume la responsabilità dell'accaduto» e chiede scusa ai tifosi, locali e giunti da tutta la Svizzera. Le criticità, assicura, «saranno oggetto di attente valutazioni» in vista dei prossimi appuntamenti.
A prendere posizione è stato anche il partner Gabbani. «Ci scusiamo per i disagi tecnici avuti durante la partita della Nazionale, soprattutto per quanto riguarda le buvette», ha spiegato l'azienda, ammettendo un servizio «non all'altezza dei nostri standard», pur trattandosi della prima gara con affluenza quasi al 100%. Allo stadio c'erano poco più di 7.500 spettatori.
Gabbani parla di «gioie e dolori dell'essere primi» e promette correttivi: «I vari aspetti che ci hanno colti impreparati verranno sistemati per i prossimi incontri. Sono stati effettuati degli stress test, ma non siamo riusciti ad anticipare determinate problematiche». La conclusione è una nuova scusa: «Scusateci per questa prima partita».

