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Adesso o mai più!
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Redazione
7 anni fa
La cacciata di Ireland deve portare il Lugano ad una trasformazione. Vicky dia prova di coraggio

È finita così, come tutti (o quasi) avevano capito che sarebbe finita.

Greg Ireland non sarà più l'allenatore del Lugano. Il suo contratto in scadenza fra qualche settimana non sarà prolungato. Il club lo ha comunicato questa mattina senza motivare la decisione.

Artefice della grande cavalcata della scorsa stagione il coach canadese saluta il Ceresio dopo una stagione travagliatissima nata sotto una cattiva stella: quel rinnovo (che sarebbe stato strameritato per quanto mostrato) mai arrivato dapprima nel corso dell'estate e poi a seguire lungo tutto l'arco del campionato.

Un prolungamento contrattuale che avrebbe messo a tacere voci e malumori e che avrebbe evitato nervosismi che per forza di cose hanno fatto breccia in uno spogliatoio che comunque sino all'ultimo è rimasto a fianco del suo coach.

Oggi il Lugano perde invece una persona dalle grandi capacità umane e un allenatore con un credo chiarissimo. Merce piuttosto rara nell'hockey moderno.

La separazione da Ireland evidenzia invece nuovamente quanto il club bianconero sia incapace di programmare il proprio futuro. Il Lugano sembra navigare per scelta costantemente a vista, vagando in un mare perennemente in burrasca.

In questo marasma, dove alla fine rotola la testa dell'allenatore di turno, capro espiatorio facilmente sacrificabile, c'è chi in qualche modo sin qui ha sempre trovato un appiglio per salvare la pelle.

Roland Habisreutinger ha lavorato per 10 anni al servizio del Lugano. Dieci lunghi anni in cui ha dato tanto, sopperendo anche a molte lacune strutturali del club. Un merito importante che non può però valere da salvacondotto. Il suo operato deve finalmente essere analizzato in profondità (e non solo a parole).

Oggi Vicky Mantegazza, unico punto fisso indispensabile, ha una grande chance: impostare dalle fondamenta un nuovo Lugano, voltare definitivamente pagina dopo 13 anni senza vittorie e stagioni dominate dall'improvvisazione.

Vicky può finalmente creare un Lugano diverso, in cui ogni elemento dovrebbe avere una collocazione chiara, con oneri e onori, compiti e valutazioni. Lo faccia adesso prima che sia davvero troppo tardi.

Il presidente dovrà scegliere e dire cosa farà Andy Naeser, cosa farà Fabio Gaggini, cosa farà J.J Aeschlimann,...

Il Lugano deve finalmente diventare a tutti gli effetti un'azienda. Un'azienda dove a lavorare si portano i migliori sul mercato e non coloro i quali si ritengono più vicini o affini.

Serve coraggio, serve aprirsi al mondo, serve dare al Lugano un nuova dimensione.

della

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