
Ieri è stato il giorno della frustrazione, del preoccupante silenzio di Giulini e della presa di coscienza di una situazione grave, per non dire gravissima. Il diario di questa giornata ci regala però qualche spiraglio di sole. Ancora pallido, per carità, ma pur sempre qualcosa che si avvicina a un bagliore di luce. Una piccola, flebile speranza. Giulini ha ammesso di aver sbagliato, di aver sottovalutato la situazione ma ha voluto precisare di essere comunque una persona onesta. Cosa che la maggior parte della gente continuerà a riconoscergli anche perché 4 anni vissuti così intensamente non si possono dimenticare. Per le analisi e gli eventuali processi ci sarà comunque tempo. Ora è il momento di agire, di tentare un salvataggio in extremis. Difficile ma non ancora impossibile. Le difficoltà di Giulini aprono ovviamente nuovi scenari: il suo 92% di azioni potrebbe essere presto sul mercato e questo ha risvegliato l’attenzione di chi sarebbe pronto a subentrargli diventando nel contempo il nuovo padrone dell’AC Bellinzona SA. Servono, come detto, 4 milioni per concludere la stagione. Le notizie di oggi parlano di un paio di cordate interessate a salvare il Bellinzona. La più accreditata, per il momento, è legata a un gruppo di investitori anglo-italiani che si sarebbe già mossa e starebbe studiando la fattibilità dell’operazione. I tempi tecnici, seppur stretti, ci sarebbero ancora. Anche perché l’amministratore delegato della Swiss Football League, Claudius Schaefer, che arriverà domani o al più tardi dopodomani in Ticino, ha lasciato intendere di poter fare esercizio di elasticità. Anche per la Lega i 109 anni del Bellinzona sono storia da salvare. Adesso sarebbe bello che anche il Comune, che finora si è limitato a parlare del credito di 35 mila franchi nei confronti del club, facesse un passo avanti e dicesse finalmente qualcosa di concreto. Il club e i suoi tifosi se lo aspettano e se lo meritano. L.S.
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