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ACB: Lupo parte, Tebi resta!
Redazione
15 anni fa
Primi movimenti in casa granata: il direttore sportivo se ne va, Tebi resta e sarà il nuovo direttore tecnico

Non c’è tempo per piangere o per riflessioni troppo approfondite. Tra una decina di giorni bisogna tornare al lavoro per preparare al meglio la prossima stagione, che non sarà sicuramente facile. Spesso, statistiche alla mano, le squadre retrocesse faticano maledettamente a ritrovare ritmo e entusiasmo nella nuova categoria. Il presidente dell’AC Bellinzona Gabriele Giulini ha però subito suonato la carica dopo la sconfitta di Ginevra e ha esclamato: “Torneremo presto competitivi per puntare alla Super League”. Giulini, che ha già scelto l’allenatore, che sarà Martin Andermatt (a meno che il tecnico non decida di non aderire al nuovo progetto granata), in queste ore ha anche deciso il nome del nuovo direttore sportivo (o tecnico, che dir si voglia). Fabio Lupo infatti lascerà Bellinzona. Ieri sera Lupo ha avuto un colloquio con il presidente e alla fine hanno deciso di comune accordo di rescindere il contratto che li legava anche per la prossima stagione. Al posto di Lupo ci sarà Carlo Tebi, che per dieci partite aveva diretto dalla panchina la squadra granata (quattro punti raccolti). Tebi sta già lavorando per allestire la squadra del prossimo anno e il lavoro non gli mancherà di certo nelle prossime settimane. Sono infatti ben 23 (!) i giocatori in scadenza di contratto: otto ce l’hanno, mentre altri otto invece rientreranno alla base dopo aver maturato esperienze in altre squadre. Probabile perciò che l’anno prossimo vedremo un Bellinzona molto diverso da quello che quest’anno non è riuscito a salvare il posto in Super League. Intanto Fabio Lupo, ormai in partenza, ha commentato così il suo addio da Bellinzona: “In linea di massima la mia esperienza qui a Bellinzona è finita. Purtroppo con il tempo abbiamo scoperto, con il presidente, un’incompatabilità di fondo nel gestire la società e vedere il calcio”. Come mai? “Mah, per diverse ragioni. La più importante è che il presidente Giulini ha l’entusiasmo del neofita e una visione non sempre aderente alla realtà. Io invece ho accumulato un’esperienza di dieci anni, forse troppo aderente alla realtà…”. Con Morinini invece com’era il rapporto? “Inizialmente c’è stata un po’ di diffidenza da parte di Roberto, forse per la poca chiarezza del mio ruolo. Poi però col tempo abbiamo creato un rapporto di professionalità e cordialità e penso che i risultati ci avevano dato ragione”. E con Tebi invece? “Con Tebi il rapporto è stato molto più tribolato, soprattutto per il percorso che ha portato Tebi in società: la sua entrata mi ha senza dubbio allontanato dal presidente. Peccato, perché sarebbe stato importante mantenere l’equilibrio che avevamo faticosamente costruito”. Insomma, l’ingresso di Tebi ha stravolto un po’ gli equilibri? “Diciamo che Tebi non ha saputo approcciarsi in modo disponibile verso questa nuova realtà che non conosceva: non è un caso che dal suo arrivo le cose non siano andate più nel verso giusto”. E Lei ha commesso degli errori? “Beh, lavorando si sbaglia sempre, questo mi sembra normale. Non essere stato incisivo nel momento giusto è stato forse l’errore più grave. Sono rimasto sulla barca per attaccamento e per cercare di cambiare le cose dall’interno ma purtroppo non ci sono riuscito. Forse sarei dovuto andarmene prima, ma ormai questi colori e questa città mi era entrati nel cuore”. [email protected]

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