
Questa volta è veramente finita. Il ricorso che l’ACB voleva presentare contro la sentenza di fallimento decretata dal pretore Marco Ambrosini, è irricevibile. Stando alla legge per poter essere accolto, il ricorso deve essere fondato su elementi concreti che attestino una possibilità di uscita dalla situazione fallimentare. A quanto pare questi documenti non ci sono e quindi la camera Ufficio esecuzioni e fallimenti del Tribunale d'appello ha deciso di non dar seguito alla richiesta. Se accolta avrebbe dato ulteriori dieci giorni al presidente Giulini per trovare gli investitori. Ora non rimangono nemmeno quelli. Ma a quanto pare, secondo quanto dice Giulini, (ascolta l'intervista di Radio3i) rimane una possibilità, ovvero quella del reclamo. Un'altra "boutade" oppure nuove speranze?
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