
È stata una mattina ricca di pathos quella vissuta dal Bellinzona e dai suoi tifosi. È iniziato tutto con il sit-in davanti alla sede del club, poi il corteo sino allo stadio Comunale. All'inizio dell'allenamento, attorno alle ore 10, lo stadio era già ben affollato.Durante la seduta dei ragazzi di Andermatt saranno stati quasi mille i tifosi che hanno voluto incoraggiare e mostrare il loro appoggio ai giocatori granata.L'atmosfera era davvero incredibile: enorme il sostegno per una squadra che a Bellinzona si ama e non si vuol lasciar morire.Diversi gli striscioni e i cori: uno su tutti, che ben incarna lo spirito di questo ritrovo.L'ACB non muore mai.È quello che vogliono i tifosi e si augurano i tifosi, anche se parlando con la gente l'ottimismo per fortuna continua a regnare. Per Giulini c'è ancora grande solidarietà e riconoscenza nonostante il momento delicatissimo, ma il sentimento granata è un mix di speranza e timore.Speranza che una delle due cordate che si sta interessando al Bellinzona possa alla fine rilevare la società e continuare il progetto di Giulini e timore che invece dopo 109 anni di storia il Bellinzona possa sparire.Qualche critica per il municipio c'è stata, ma il sindaco Branda ha mostrato la faccia e ha voluto essere vicino alla società garantendo che questo momento difficile verrà vissuto da tutti insieme, squadra, Comune e tifosi.Intanto sul posto un gruppo di tifosi ha provveduto a raccogliere soldi per una colletta a favore dei giocatori: soldi che verranno dati ai giocatori che da tre mesi non prendono lo stipendio. Non saranno tantissimi forse ma il gesto è quello che conta.E i giocatori sono stati senza dubbio toccati dalla presenza e dai gesti dei tifosi tanto che a fine allenamento Raso e Sulmoni sono scoppiati in lacrime..Sentimento e preoccupazione si fondono: questo Bellinzona merita di sopravvivere.
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