Cerca e trova immobili
Sport
A volte ritornano
Redazione
13 anni fa
A dieci anni dell'incredibile promozione in Challenge League, Giuseppe Morotti parla della sua sfida con il rinato FC Agno

A volte ritornano. Ed è bello rivederli. Soprattutto quando si tratta di personaggi che hanno scritto pagine importanti della storia del nostro calcio. Dieci anni fa il FC Malcantone Agno, con in panchina un certo Vladimir Petkovic, oggi tecnico della Lazio, ottenne un'incredibile promozione in Challenge League: un anno più tardi arrivò la tanto discussa fusione con l'allora Associazione Calcio Lugano. Alla testa di quella spettacolare cavalcata c'era Giuseppe Morotti, un presidente che veniva definito focoso e sanguigno. Sicuramente un presidente d'altri tempi. Dopo dieci anni d'assenza, Morotti ritorna sulla scena. Tornerà ad essere il presidente del FC Agno. Ma come mai? “Sono tornato perché alcuni amici mi hanno chiesto di dargli una mano. Partiremo con i giovani (allievi E e D e la scuola calcio) in collaborazione con il Cademario”. E poi? “Poi chissà… Se qualcuno avrà voglia di ripartire con l’Agno dalla Quinta Lega io potrei anche pensare di dargli una mano. Ma questi sono discorsi che per il momento sono ancora prematuri”. Certo che l’Agno aveva scritto pagine importanti del calcio luganese e ticinese. “Direi che abbiamo scritto un pezzo di storia e siamo contenti di quello che abbiamo fatto. Ho dei ricordi incredibili, con giocatori e allenatori di grande caratura”. Uno su tutto Vladimir Petkovic. “Quanti ricordi e quante liti con Vlado. Lui non voleva farmi entrare negli spogliatoi ma io all’inizio entravo lo stesso. Poi alla fine l’ha avuta vinta lui. Si vedeva che era un ottimo allenatore e sono fiero della strada che ha fatto”. Dieci anni fa la promozione in Challenge League. “Ricordi incredibili con la vittoria nello spareggio contro il La Chaux de fonds. Eravamo partiti dalla Quarta Lega e con la nostra passione e le nostre qualità avevamo scalato la varie categorie. Un merito anche a Gaffuri, un altro ottimo allenatore”. Poi si arrivò alla fusione con l’AC Lugano. “Una scelta che fece molto discutere ma che rifarei ancora senza problemi. Penso che grazie a questa scelta il Lugano adesso è ancora in Challenge League. Fu una decisione saggia anche perché noi non avremmo potuto andare avanti all’infinito”. E dell’attuale Lugano cosa pensa? “Non invidio Renzetti perché al giorno d’oggi il calcio costa moltissimo. Noi eravamo in sei, lui mi sembra solo”. E della fine che sta facendo il Bellinzona? “Non sono un tifoso granata però mi spiace tantissimo. Se Giulini avesse ammesso prima le difficoltà forse si sarebbe potuto salvare. Ora la vedo durissima”. L.S.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata