
221 partite con la maglia del Lugano, 117 con il Losanna e 40 col Chiasso. Si chiude così la carriera professionistica di Antoine Rey che lascia la maglia rossoblu per intraprendere una nuova avventura a Mendrisio, tra il calcio e il lavoro in banca.
"Ho preso questa decisione perché è arrivato un momento nella mia vita in cui devo pensare anche al dopo calcio. Non era prevista questa opzione qualche mese fa, ma è arrivata un'opportunità molto importante e quindi l'ho colta al volo perché penso che non sia mai evidente trovare il momento giusto per smettere il calcio professionistico e farlo bene non è facile. Penso quindi che l'offerta del Mendrisio, tra lavoro e calcio, sia ottima per fare questo passo ora."
Questo è quello che dice la parte razionale, il cuore e la pancia invece cosa dicono?
"Ovviamente il cuore mi dice di giocare ancora, e tra l'altro non smetto perché giocherò per il Mendrisio. Qualsiasi giocatore professionista vorrebbe andare avanti a lungo, e a 32 ci si può chiedere se sia il momento giusto o se forse è troppo presto. Però penso che anche la realtà svizzera faccia sì che questo momento arrivi magari un po' prima rispetto ad altre nazioni come l'Italia o la Germania, perché la realtà della Challenge League è diversa da quelle delle serie B di altre nazioni. Quindi c'è anche questo fattore da considerare."
Di cosa ti occuperai a livello lavorativo nel prossimo futuro?
"Andrò a lavorare in banca a Mendrisio alla Raiffeisen. Inizierò con un periodo di conoscenza del mondo bancario, i primi sei mesi girerò nei diversi reparti per cominciare a conoscere meglio questo ambito perché ho studiato, tanto, ma non ho esperienza quindi è giusto iniziare così."
Lo studio ti ha tolto magari tempo ed energie ma ad oggi puoi dire che ne è valsa la pena?
"Devo dire che lo studio insieme al calcio l'ho sempre vissuto in modo sereno e positivo perché ho trovato un buon equilibrio, sia quando giocavo nel Losanna e facevo l'università, sia quando giocavo a Lugano e ho fatto due anni all'USI. Non è stato quindi un grandissimo sacrificio, se non a livello del tempo, perché a livello di testa è stata una cosa positiva."
In tutti questi anni di calcio quali sono i ricordi che porti nel cuore?
"Difficile sceglierne solo alcuni. Ovviamente la mia prima partita che ho fatto con i professionisti a Losanna alla Pontaise, quello rimarrà sempre qualcosa di speciale per me perché essendo nato a Losanna e avendo fatto lì tutto il settore giovanile, arrivare in prima squadra è stato qualcosa di magico. Ovviamente le promozioni con il Losanna, dopo il fallimento. Sono stati anni bellissimi che ho avuto la fortuna di vivere da molto giovane con successi importanti. Tornare in serie B con il Losanna è stato qualcosa di incredibile. E dopo il periodo a Lugano, sicuramente il più bello della mia carriera calcistica, con le promozioni mancate, la sofferenza, però dopo qualche anno di lavoro e sacrificio c'è stata questa bellissima promozione. E anche gli anni di serie A, il primo con Zeman con la salvezza all'ultima partita a Cornaredo contro il San Gallo. E la finale di Coppa, perché anche se persa è stata un'esperienza molto importante. E dopo non dimentico il Chiasso che alla fine mi ha dato una mano. Devo ringraziare tantissimo Bignotti, che nel momento più delicato della mia carriera mi ha permesso di giocare ancora ad un certo livello per due stagioni. Questi sono i momenti principali che mi ricorderò ma ce ne sono ovviamente tantissimi altri."
Hai vestito per tanto tempo anche la fascia di capitano, ti mancherà?
"Non tanto la fascia quanto i compagni perché ho fatto conoscenze e ho vissuto cose molto speciali con alcuni compagni, specialmente ai tempi del Lugano. Ovviamente ci vedremo ancora al di fuori però certo compagni di squadra sono stati molto importanti per me."
In particolare c'è un giocatore che ha segnato la tua carriera?
"A livello di personalità sicuramente Francesco Russo, è anche il giocatore con cui ho fatto più partite, tra Lugano e Chiasso. Con lui ho conquistato tante cose, ho vissuto momenti brutti e belli, quindi a livello personale, mi rimarrà tanto del vissuto con lui. Per quanto riguarda invece il giocatore con più qualità, senza dubbio Stéphane Chapuisat. Quando è tornato a Losanna in Challenge League era una delle mie prime esperienze e sicuramente giocare da giovani insieme ad uno come lui ti fa crescere tantissimo sia a livello calcistico che a livello comportamentale fuori dal campo."
Mentre l'allenatore?
"Ne ho visti davvero tanti, penso di non riuscire neppure più a ricordarmi tutti i nomi. Però se devo dirne uno in particolare scelgo Calderón perché mi ha fatto esordire a Losanna. Non posso dire di essermi trovato particolarmente bene o male ma lo ricorderò per sempre perché mi buttò per la prima volta nella mischia con i professionisti."
Se ti dico Angelo Renzetti, cosa mi rispondi?
"Ho avuto un rapporto bello con lui, chiaramente è terminato due anni fa per ragioni sportive ma a livello personale ci siamo sempre trovati molto bene. Devo tanto a lui, perché abbiamo vissuti insieme la crescita di questo Lugano da quando l'ha ripreso a metà classifica della Challenge League fino all'ultimo anno che siamo arrivati al terzo posto in campionato. Quindi sicuramente la crescita che ha fatto il Lugano durante il nostro periodo comune è stata molto importante e io, a livello personale, posso solo ringraziarlo per quello che ha fatto per il Lugano e quindi indirettamente anche per me. È esattamente come lo conoscete voi, come si presenta davanti alla telecamera così faceva anche con noi in spogliatoio, quando ha qualcosa da dire, la dice."
Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?
"Sarà una cosa nuova, alzarmi presto, avere orari fissi... Anche se mi alzavo presto anche quando studiavo, ma è una cosa diversa. Sono molto curioso ed entusiasta di conoscere una nuova realtà e un nuovo aspetto della vita professionale, che è una cosa molto diversa dall'essere calciatore. Non vedo l'ora di imparare e di trovarmi un posto nell'ambito lavorativo."
Non solo obiettivi lavorativi però, il Mendrisio dovrà cercare a tutti i costi di salvarsi...
"Penso che il presidente Pellegrini stia allestendo una squadra interessante per poter raggiungere quest'obiettivo. Ovviamente se vado a Mendrisio è anche per giocare a calcio, ovviamente per divertirmi e correre sul campo. Quindi da questa nuova avventura mi aspetto di diventare un collaboratore bancario prezioso e a livello calcistico di aiutare tanto il Mendrisio per raggiungere la salvezza."
Sere
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