
Non sono per niente preoccupato, è inutile guardare le partite che sono già passate. Sicuramente, come avevo già detto due partite fa, fare gol per un attaccante è sempre importante. Però sono tranquillo, sono sicuro che primo o poi arriverà, spero che sia il presto possibile, anche per il Bellinzona che sicuramente ha bisogno anche dei miei gol. La concorrenza con Vuletich ti crea qualche problema? Non c'è sono Vuletich, c'è anche Riedle, ci sono anche altri attaccanti e la concorrenza fa bene. Però credo che tutti dobbiamo pensare a cosa è meglio per il Bellinzona, al di là di chi gioca e chi non gioca. Poi qui sono tutti bravi ragazzi e questo è fondamentale. A Chiasso c'era un altro ambiente, un'altra società. Magari qui a Bellinzona c'è più pressione su di te? Io sono venuto qui, insieme ad Hakan Yakin, per dare una mano. Di noi si è parlato tanto per cui le aspettative erano e sono grandi quindi bisogna cercare sempre di dare il massimo, come abbiamo fatto fino ad ora. A Chiasso c'era un altro tipo di gioco, questo ti ha creato qualche difficoltà di adattamento tattico? È vero che il modo di giocare è diverso e si vede. Ci vuole un po' per capire che questa è una squadra che cerca di giocare e attaccare sempre. Prima ero abituato alla ripartenza e sapevamo farlo bene. Però un giocatore deve sapersi adattare per cui non è assolutamente un problema. Chi affronta il Bellinzona ha di fronte una candidata alla promozione e si cerca di chiudersi, quindi è più difficile? È vero, le squadre che giocano contro il Bellinzona, il San Gallo o l'Aarau cercano sempre di vincere e danno il 110 %, si chiudono dietro e gli spazi non ci sono. Però se vogliamo andare in Super League dobbiamo vincere anche queste partite. È vero che bisognerebbe migliorare l'intesa con Hakan Yakin? L'intesa ci vuole con tutti, partita dopo partita abbiamo fatto girare di più la palla e credo che presto arriverà sia la rete che la vittoria e dopo 5 o 6 partite arriverà anche la fiducia. Nonostante 2 pareggi l'ambiente è tranquillo... Si lo è, noi siamo convinti della qualità che abbiamo. Sicuramente i risultati sono molto importanti, però non bisogna sicuramente parlare di crisi. Bisogna vincere e giocare bene. Torniamo all'episodio accaduto domenica di ritorno da Wil quando il furgoncino dei tifosi del Lugano vi ha ripetutamente sfidato. Momenti di paura? Alla fine non so se fossero tifosi del Lugano, era un furgoncino ma ha fatto una cosa che davvero non mi capacito ma più che per noi, per l'autista che ha dovuto affrontare e gestire la situazione. Io personalmente non ho avuto paura ma ci sono stati momenti di nervosismo sicuramente, scendere di notte in autostrada dal San Bernardino non è stato per niente bello. Non succedono solo in Sud America queste cose... Purtroppo no... Pensavo succedessero solo laggiù queste cose, invece mi sbagliavo, la gente pazza è ovunque. Hai ricordi di qualche episodio successo in Argentina? Un cosa di questo genere no. Certo, gente che guida in maniera scorretta e poi succedono degli incidenti, si. In Svizzera però è la prima volta che mi capita, speriamo che sia anche l'ultima. M.A.
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