
Ospite a "Fuorigioco", il presidente del Lugano capolista - Angelo Renzetti - ha parlato di tutto il mondo bianconero, tra campo e scrivania. Qui è riportato, in pillole, il Renzetti pensiero, nel quale non manca neanche un tocco di spicciola e simpatica filosofia:
"Se sono un presidente felice? No, sono orgoglioso, eppoi la felicità non so neanche se esista..."
"Le mancate licenze di Servette e Wohlen? Mah, vedo delle manovre in questo senso, ma sono questioni che a noi non devono interessare. Pensiamo al campo".
"La Lega ci ha controllato e ogni 3 mesi abbiamo dovuto documentare la nostra situazione amministrativa. Se abbiamo ottenuto la licenza in prima istanza è perché ci siamo mossi bene in tutte le direzioni. Abbiamo fatto correttamente i compiti, insomma...".
"Gli stenti delle prime partite del ritorno? Due i motivi, essenzialmente: le pressioni e la ricerca della giusta amalgama. Il campionato poi è tosto: i nostri pari con Bienne e Wil sembravano disastrosi e invece in questa Challenge League ci stanno".
"Il Servette ha 8'000 supporter che lo sostengono allo stadio, il Wohlen è temibilissimo in trasferta: l'obbiettivo Super League non è di conseguenza facile da raggiungere, ma non vogliamo lasciarci scappare quest'occasione. Anche perché quest'anno - nel Lugano - c'è la giusta alchimia".
"Il budget per la Super League? Se otterremo la promozione lo ritoccheremo di 2 milioni, portandolo quindi quasi a 5".
"Bordoli? Non è mai stato in bilico. Con lui abbiamo trovato i giusti equilibri e torneremo al tavolo per rinnovare ancora. Ho voluto proseguire con lui perché se me lo fossi lasciato scappare non me lo sarei mai perdonato".
"Bentancur? Ha capito da solo la bravura del Mister, non c'è stata una mia forzatura. Com'è il mio rapporto con Pablo? Nessun problema, lo sento meno (ride). Seriamente, doveva avere il tempo per conoscere il nostro ambiente, tutto qui.
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