
Sono 412 le maglie indossate da Jonathan Sabbatini sulle rive del Ceresio. L'uruguaiano, diventato col tempo anche capitano del Lugano, ha dimostrato sul campo e fuori dal campo il valore del giocatore e della persona. A confermarlo non solo i tifosi, ma diversi suoi ex compagni di squadra, come Francesco Russo, Mario Piccinocchi e Orlando Urbano.
Francesco Russo
"Penso che Sabba entri ufficialmente nella leggenda, ma non solo del Lugano. È una persona alla quale non puoi non volere bene per come si pone e per quello che ti dà sul campo e nello spogliatoio. Abbiamo condiviso tanti anni. Il Sabba di oggi è cambiato solo a livello di maturità, ma la persona è sempre quella".
Mario Piccinocchi
"Lui mi ha sempre stupito perché ha sempre dimostrato una grande calma e una grande serenità sia nei momenti positivi che in quelli negativi. È sempre stata la bussola per tutto il gruppo: aveva sempre la giusta rotta, senza mai cadere nel panico, non si è mai disperato nelle sconfitte e esaltato nelle vittorie. Mi ha sempre stupito di essere calmo in tutte le situazioni, di essere di conforto per tutti. È stato per noi, e lo è tutt’ora, un elemento fondamentale della squadra".
Orlando Urbano
"Noi dicevamo sempre che i vecchietti non mollano nello spogliatoio. In effetti è sempre stato così. Se c’è da tirare il carro lui lo ha sempre fatto. Ogni anno si sente di farlo. Fin quando uno sportivo professionista ha quella voglia interiore, quella fame che lo contraddistingue, deve andare avanti a giocare. Il consiglio che gli posso dare io è di dare tanto ai giovani, di continuare a farlo perché ha le qualità. Anche fisicamente vedo che invecchia molto bene. Mi auguro che faccia ancora tante presenze con il Lugano anche perché lo vedo spesso e ho piacere a vederlo".

