
Il Preventivo 2017 del Comune di Capriasca, approvato dal Consiglio Comunale lunedì 19 dicembre, presenta innegabilmente alcuni aspetti positivi che vale la pena di rimarcare. Gli investimenti nell’edilizia scolastica e i nuovi importanti servizi sempre nel campo dell’istruzione potranno infatti permettere un sensibile miglioramento delle condizioni di studio dei nostri allievi e un concreto sostegno alle famiglie sempre più in difficoltà nel conciliare gli impegni familiari con quelli professionali. Le intenzioni in questo ambito sono certamente lodevoli e meritevoli di tutto il nostro sostegno.
Tuttavia, alcuni elementi dell’agenda politica del nuovo Municipio non possono a mio avviso non farci preoccupare.
In primo luogo la “seconda faccia” di questo Preventivo rivela come la compagine municipale sia intenzionata a svendere buona parte del patrimonio immobiliare comunale, che a mio avviso andrebbe considerato come una risorsa da valorizzare e da mettere a disposizione della cittadinanza, piuttosto che un peso di cui disfarsi quanto prima possibile! In tal senso, va ricordato come esistano già numerosi validi progetti per un impiego degli stabili comunali oggi in disuso: tra questi segnalo la realizzazione di una “Casa delle associazioni capriaschesi” (al centro di una mozione tutt’ora inevasa) e di un centro giovanile (tematica già sollevata da me e da altri membri del gruppo PS&Si nel corso della scosa campagna elettorale).
D’altra parte, ritengo sia doveroso osservare come nei conti preventivi per il 2017 siano ancora presenti alcuni considerevoli squilibri nell’allocazione delle risorse finanziarie. Notiamo infatti come alcune voci di spesa godano di una sorta di statuto privilegiato rispetto a molte altre, che a mio avviso andrebbero invece rafforzate. E così, mentre si è perfettamente disposti a sopprimere un sussidio di 5'000 fr. per l’acquisto di bici elettriche, il contributo di 80'000 fr. annui alle parrocchie sembra essere intoccabile. Un mio emendamento che, come primo passo, mirava a ridurre questa cifra di 10'000 franchi è stato infatti bocciato dal plenum, lasciando inalterata la discriminazione che intercorreva tra i cittadini di fede cristiana e quelli che non si riconoscono in questo culto o che professano un’altra religione. Oggi infatti, sono tutti i capriaschesi, senza alcuna distinzione di credo e senza alcuna libertà di scelta, a contribuire alle spese di culto delle Parrocchie: riducendo il contributo versatole dal Comune, queste sarebbero incentivate ad attivarsi per riscuotere l’imposta di culto (versata su base volontaria) e i fondi liberati potrebbero così utilizzarsi per progetti a beneficio di tutta la collettività, come il sussidio già menzionato o per le spese culturali (che ora ammontano alla metà di quanto viene versato alla Chiesa…). Ma a quanto pare, non è questo il parere di Municipio e Consiglio Comunale, che preferiscono seguire le ben consolidate logiche che dirigono il Comune da diversi anni.
Queste sono le ragioni che mi hanno spinto a respingere il Messaggio Municipale relativo al Preventivo 2017 di Capriasca e posso preannunciare che, se non avverrà un’inversione di tendenza, questo potrebbe avvenire anche nei prossimi anni.
Zeno CasellaConsigliere comunale (Partito Comunista - gruppo PS&Si)
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