
Allo stato attuale dei lavori, il Piano d’agglomerato del Luganese di seconda generazione (PAL2) rischia d’essere “più che altro un esercizio di stile”. È quanto scrive l’ATA Associazione traffico e ambiente, Sezione della Svizzera italiana, in risposta alla consultazione avviata dalla Commissione regionale dei trasporti. L’associazione riconosce quanto è stato realizzato finora col Piano dei trasporti e col PAL1, ma rileva che gli accordi presi non sono comunque stati pienamente rispettati né le promesse mantenute. Considerati i numerosi progetti di nuove strade, “abbiamo tutto sommato l’impressione che da un programma d’agglomerato (già carente) tendenzialmente si torni al piano viario degli anni 70”, afferma l’ATA nella sua presa di posizione. La galleria Vedeggio-Cassarate è ormai quasi pronta all’inaugurazione, ma le misure fiancheggiatrici realizzate non permetteranno affatto di ridurne l’impatto. Il park and ride di Cornaredo è insufficiente e invece del “viale urbano” che avrebbe dovuto assorbire il traffico da/per la galleria, ora è previsto un “tridente di penetrazione”, che corrisponde a un triplicamento dell’asse con gravi conseguenze per gli abitanti delle zone attraversate. “Assistiamo all’accavallarsi di progetti stradali”, scrive l’ATA che cita inoltre la strada di collegamento inserita nel progetto di copertura della trincea ferroviaria di Massagno, la circonvallazione Agno-Bioggio (già bocciata dalla Confederazione), la nuova strada sul Pian Scairolo e il collegamento Grancia-Piano del Vedeggio (un doppione dell'autostrada Lugano sud - Lugano nord). Priorità alla rete tram/treno Per l’ATA, nuove opere stradali portano al massimo a un miglioramento temporaneo della situazione, ma solo una rete molto efficiente di trasporti pubblici permette di ovviare durevolmente ai problemi di intasamento del traffico nella città e nell’agglomerato. Nel PAL 2 si punta molto sulla rete tram/treno come elemento caratterizzante, ma la sua progettazione è molto in ritardo e, quanto al tram, non vi è ancora nulla di concreto. L’ATA si aspetta dunque una decisa accelerazione nella realizzazione della rete tram/treno, con spostamento delle priorità. La linea cittadina Cornaredo-Centro-Paradiso-Grancia e il prolungamento della FLP verso Lamone non possono aspettare altri trent’anni, se si vuole garantire la mobilità nell’agglomerato Luganese. L’ATA ricorda, d’altra parte, che il Piano di risanamento dell’aria del Luganese (vincolante) prevedeva “il declassamento funzionale del Lungolago a favore di tutti gli utenti della strada e l'ampliamento della zona pedonale della City", da realizzarsi “il più presto possibile, ma al più tardi entro il 2010". Il termine è scaduto da un anno, ma il lungolago viene chiuso solo qualche sera d’estate (con ottimo successo, per altro) o per qualche raduno di moto. Ma certo non si può parlare di “declassamento funzionale a favore di tutti gli utenti della strada”. A cosa serve un nuovo fondo infrastrutturale? Una delle novità del PAL2 è l’idea di introdurre un “fondo infrastrutturale regionale”. L’ATA si chiede se l’introduzione del nuovo fondo sia dovuta “alla necessità di ovviare alla scarsa partecipazione finanziaria della Confederazione a un PAL2 che non ha né un buon bilancio costi/benefici né un buon bilancio ambientale”. L’ATA è favorevole a un tale fondo solo se è vincolato ad anticipare gli interventi a favore della mobilità lenta e pubblica (tram). L’associazione si chiede però anche quali vantaggi avrebbero i Comuni periferici a pagare per opere da cui non traggono un beneficio diretto. L'ATA critica infine il periodo di pubblicazione ristretto del PAL2, oltretutto d'estate, che non ha sicuramente favorito la partecipazione dei cittadini su un tema così importante per l'evoluzione futura dell'agglomerato luganese.Werner Herger, segretario ATA-SI
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