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Walter Gianora: "Le mie ricette: spirito di servizio e uomo al centro. Sempre"
Redazione
17 anni fa

Presentarmi a degli amici, potrebbe quasi sembrare una fredda formalità, eppure è interessante anche per me, perché, nel valutare come esprimermi, ho dovuto fare una rapida retrospettiva della mia vita, dei miei 34 anni di attività politica, iniziati quale vicesindaco di Leontica a soli 20 anni, per così arrivare al senso di questo scritto,_che è una riflessione sui veri valori della politica e implicitamente del nostro partito. Ho 54 anni, 34 dei quali trascorsi in politica nei ruoli più svariati, supportato da mia moglie e dai miei due figli ora di 20 e 24 anni. La politica l’ho vissuta da moltissimi punti di vista, nelle sue espressioni più variegate. Non occorre ricordare gli anni in cui sono stato vicesindaco, poi consigliere comunale, nonché membro direttivo dell’Ente turistico Blenio e di vari consorzi della valle. Per 12 anni ho avuto la presidenza del PLR di Blenio; sono stato membro della Direttiva cantonale, in seguito dell’Ufficio Presidenziale, di questo Comitato cantonale e sono tutt’ora deputato in Gran Consiglio. Nel 2007, ho avuto l’onore di condurre le due commissioni CERCA per le elezioni cantonali e federali, occasione che mi ha permesso di conoscere a fondo il nostro elettorato. Quando oggi si parla di “spirito di servizio”, tutti alzano gli occhi al cielo e pensano. “Raccontacela giusta, chi oggi, agisce per spirito di servizio"? Questo è uno dei principali problemi della politica ed è una premessa che voglio sconfessare. Se la nostra militanza non fosse motivata da “spirito di servizio”, allora dovremmo fare le valigie subito, ma non dalla candidatura alla presidenza, bensì dalla politica tutta. Tra le ragioni della mia disponibilità c’è anche un altro valore, che in realtà motiva la mia vita politica sin dall’inizio: la fiducia nella gente. La certezza che assieme si può migliorare la società, la consapevolezza che, al di là delle catastrofi naturali e dei colpi del destino, gli eventi, così come il semplice statu quo, sono sempre risultati di azioni dell’uomo verso altri uomini. L’uomo, dunque, può intervenire, non è né impotente né innocente. E lo strumento che noi abbiamo scelto per intervenire è la politica e il partito. Sono certo che, al di là delle motivazioni apparenti, in tutti noi che siamo votati alla politica, non può non esserci questo fondo di fiducia e di spirito di servizio, che, in definitiva, altro non è che “coscienza civica”. A dire il vero, credo che il sistema stia da tempo già tentando di recuperare la centralità dell’uomo (essa in verità è l’argomento implicito a questo discorso). La scheda senza intestazione ne è la testimonianza, essa prova che i partiti accettano di perdere potere per lasciarlo alla gente. Il fatto poi che molti si lamentino di questo la dice lunga sul malcostume che purtroppo si è creato attorno alla politica. Perché la politica deve essere al servizio del cittadino e il potere dei partiti_è costituito dai cittadini stessi, dal loro senso di responsabilità, non dalla quantità di schede con intestazione. Se, con un sistema elettorale più “aperto”, noi come partito perdiamo potere, significa che detenevamo qualcosa che non era nostro.Da questo punto di vista, dobbiamo purtroppo constatare come, in troppi casi, la politica abbia “perso” il confronto con la realtà e la capacità di risolvere i problemi. Per tornare a vincere occorre quindi che sappia proporre, per ogni carica elettiva, solo persone degne di fiducia, impegnate a perseguire davvero l’interesse comune. Per nessuna ragione, dobbiamo fare l’errore di sottovalutare il valore della libertà come fattore responsabilizzante. Perché da cosa deriva il senso di sfiducia che serpeggia nei confronti della politica? E da cosa deriva l’ironia e la sfida che si coglie, nei più, nei confronti degli esponenti politici, del sistema_ e delle sue regole? Non derivano, forse, dal senso di condizionamento? Dal dubbio che la politica, impegnata a conservare i suoi poteri, si dimentichi della gente? Come diceva Aristotele,

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