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Walter Gianora - Case secondarie: quali le strategie del Governo?
Redazione
14 anni fa

Dopo l’accettazione dell’Iniziativa “Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie”, che ne sarà del PUC PEIP che giace nel fossato scavato tra cantoni dell’altipiano e cantoni alpini?L’accettazione dell’iniziativa “Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie”, ha evidenziato l’incertezza sull’interpretazione del concetto di residenza secondarie da ancorare nella legge federale d’applicazione dell’articolo costituzionale. I primi commenti susseguitisi all’esito elettorale sono assai eloquenti e preoccupanti, al punto tale che persino la consigliera federale si è detta preoccupata di poter ancorare nella legge una chiara applicazione che rispetti le varie realtà territoriali e la volontà popolare uscita dalle urne, ma questo è compito che esula dalle responsabilità cantonali.Il rischio che corrono le regioni periferiche è a questo punto assai grosso, se pensiamo che pochi comuni si trovano già ora a registrare tassi di residenze secondarie sotto la soglia del 20%, quindi sarebbe anche ipotizzabile un completo blocco edilizio, comprese le riattazioni dei rustici. Ciò lo si desume dal testo in votazione, che all’art. 75b4 enuncia dei principi, la quota di abitazioni secondarie rispetto al totale delle unità e della superficie lorda che non può eccedere il 20%. Benché alcuni rappresentanti degli iniziativisti a posteriori hanno “garantito” che queste disposizioni non sono applicabili alle regioni che presentano il fenomeno dello spopolamento e ai rustici fuori zona, il testo citato risulta assai sibillino prestandosi a strumentalizzazioni e ad interpretazioni soggettive.Questo stato di cose non permette una chiarezza, anzi produce ancor più confusione, e getta un ulteriore alone d’incertezza e di preoccupazione sul futuro del PUC-PEIP e sui già tesi rapporti con Berna per il tema dei rustici. La preoccupazione di molti ticinesi e delle regioni periferiche non può che essere quindi marcata davanti a una simile situazione, il rischio è quello da una parte di vedersi imposto tutto d’un colpo un blocco edilizio e dall’altra rimandate alle calende greche decisioni che già da troppo tempo sono in balia dell’incertezza più assoluta, figuriamoci dopo l’esito elettorale di ieri. Mi rivolgo pertanto al Governo chiedendo:1. Quale strategia intende adottare il Governo per chiarire al più presto le implicazioni del voto di ieri sullo “statuto” di residenze secondarie dei nostri rustici fuori zona?2. Ritiene che il PUC-PEIP possa subire un arresto a seguito del voto di ieri?3. Non ritiene opportuno avviare una lobby dai cantoni alpini per dar maggior risalto, a livello federale, alle esigenze “delle regioni periferiche alpine” in questo campo e per accrescere la forza politica a Berna, il rischio è “dividi ed impera”.Walter Gianora, deputato PLR

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