
Ho letto con la dovuta attenzione l’osservazione di Fabio Pedrina apparsa sul Corriere del Ticino di venerdì 14 marzo: "Una cosa sono le belle dichiarazioni dei politici, un’altra cosa è la realtà". Ebbene, detto da un politico, devo ammettere che Pedrina è coerente! Infatti, il Consigliere federale Hürlimann disse che la galleria “stradale” del San Gottardo non sarebbe mai diventata un corridoio di transito per il traffico pesante. Proprio oggi, grazie ai saggi suggerimenti di Fabio Pedrina (si alla Tassa sul Traffico Pesante commisurata alla prestazione - TTPCP), registriamo un numero dei transiti dei TIR europei (quasi tutti targati ……..) in numero ben superiore (quasi il doppio) alle 650'000 unità per anno. Questa situazione di grande pericolo penalizza il popolo svizzero e gli autotrasportatori svizzeri. Cita pure la temuta utilizzazione delle due corsie per ogni singola galleria.
Ebbene, ancora una volta, come sua abitudine, il politico Fabio Pedrina terrorizza il lettore. Quanto da lui paventato non corrisponde al vero. A lavori terminati, il traffico nelle due gallerie sarà perfettamente regolato e gestito come per la galleria dello Frejus. Quindi, una sola corsia di transito con una corsia di emergenza. Solo in questo modo si potrà aumentare la sicurezza del transito proprio come sempre rivendicato dall’ASTAG (Associazione svizzera dei trasportatori stradali), dai verdi europei e da tutti gli automobilisti che, per motivi di lavoro e non solo per diletto, devono attraversare le Alpi. Credo che sia nostro diritto esigere di poter attraversare le Alpi in sicurezza senza il pericolo di scontri frontali e di morti annunciate. Di questa situazione siamo letteralmente stufi! Tutte le altre ipotesi espresse fanno parte di un gioco sporco che porta a confondere, come da lui citato, “ingenuità con serietà”.
Per terminare ricordo le chiare parole dette dal Consigliere federale Leunberger: AlpTransit è per le persone e non per le merci! Come da lui spiegato, faceva riferimento a quelle centinaia di migliaia di turisti (non solo tedeschi) che ogni anno si recano in Italia e che un bel giorno potranno utilizzare la linea ferroviaria veloce. Purtroppo temo che, malgrado i miliardi spesi, quanto promesso e giustamente auspicato sarà ben difficilmente realizzabile.
Waldo Bernasconi (Beltramina)
Presidente Astag – Sezione Ticino
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