Luca Frei
Voto utile alle elezioni europee: esiste davvero?
Redazione
un mese fa
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In questi giorni si svolgeranno le elezioni europee. Come Gioventù Comunista in passato non abbiamo mai dato indicazioni di voto per i nostri membri e simpatizzanti che dispongono della cittadinanza di un paese aderente all'UE (anche perché le liste che sosterremmo spesso non si possono votare dall'estero) e non lo faremo nemmeno questa volta. Ci teniamo però a esprimerci di fronte a una tendenza, molto presente anche e soprattutto a sinistra, che riteniamo alquanto problematica. Ci riferiamo alla questione del cosiddetto voto utile, che da decenni porta la sinistra occidentale a cedere di continuo verso posizioni sempre più centriste. Questa tattica porta però unicamente a sconfitte o a cosiddette vittorie di Pirro. Oggi, di fronte a una possibile avanzata di partiti di destra (ad esempio l'AFD in Germania), molti partiti invitano l'elettorato ad andare a votare (uguale per chi) così da frenare questa tendenza. Alla luce di tale prospettiva, esprimiamo le seguenti considerazioni:

1) L'avanzata di partiti come l'AFD è effettivamente preoccupante, ma occorre riflettere come mai ciò stia avvenendo. Se simili partiti crescono in popolarità è innanzitutto perché quelli storici e tradizionali (pseudo-sinistra socialdemocratica ed ecologista in primis) non rispondono ai problemi reali della popolazione, hanno perso qualsiasi forma di anima sociale adottando prassi liberiste e vogliono svendere sempre di più la sovranità dei rispettivi paesi. Non ci si sorprenda dunque se i ceti popolari e la classe operaia guardino alla destra, che dietro a una retorica fintamente sociale e patriottica nasconde politiche razziste e anti-popolari, che servono in realtà a difendere gli interessi della grande borghesia liberale (che nei momenti di maggiore difficoltà sempre si appoggia alle forze politiche di estrema destra);

2) Non riteniamo che votare per partiti liberali (e liberisti) o per i socialdemocratici e gli ecologisti possa davvero risolvere i problemi dei lavoratori e degli studenti. Questi partiti hanno infatti già più volte dimostrato di voler promuovere politiche che mirano ad aumentare l'austerità, il precariato, la liberalizzazione del mercato e altre piaghe sociali. Oltre a ciò, questi partiti ci stanno portando dritti verso la terza guerra mondiale. Sono infatti proprio partiti come la SPD, i Verdi tedeschi o il PD italiano che spingono per un maggiore sostegno militare all'Ucraina, per il riarmo agli ordini della NATO, persino per l'intervento diretto dell'Occidente in guerra contro la Russia (e domani forse anche contro la Cina);

3) Non ci sfugge nemmeno che i partiti appena citati siano fra i più convinti sostenitori di Israele. Votare per questi partiti significa dunque sostenere chi appoggia il genocidio del popolo palestinese: anche se a parole alcuni di loro si dicono preoccupati e si indignano per le violenze, nessuno di questi partiti agisce concretamente e senza ambiguità contro il sionismo.

In conclusione, come già affermato, non daremo alcun consiglio di voto per queste elezioni europee. Invitiamo però a fare attenzione a quei partiti che utilizzano la retorica del voto utile, perché votarli significa sostenere chi vuole più UE, più NATO, cioè più guerre e meno diritti sociali. E non è detto che chi si dica di sinistra sia per davvero alternativo a chi si definisce di destra.

Luca Frei, coordinatore della Gioventù Comunista

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