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Massimo Delorenzi
Violenza, giovani e scuola
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Redazione
un anno fa
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Ha fatto discutere l’aggressione del mese d’agosto avvenuta alla pensilina di Lugano e se n’è scritto parecchio con svariate valutazioni. La realtà storica, che non mente, ci insegna che ci sono sempre stati episodi di violenza. In passato erano molto frequenti. Gli esempi sarebbero molteplici. Riguardo a quest’ultimo episodio c’è chi ha evocato delle ragioni come la mancanza di autorevolezza degli adulti, oppure l’assenza di regole. In entrambi i casi questi due argomenti toccano pure i non violenti e i giovani depressi che si tolgono la vita. Sono quindi argomenti relativamente pertinenti. A proposito del togliersi la vita, la Svizzera è il sesto paese con il più alto tasso di suicidi tra i giovani e il primo con armi da fuoco! E il suicidio è la prima causa di morte nella fascia d’età 16 – 25 anni nel nostro paese. 

Vi è però un apprendimento possibile. Non sconfiggerà la violenza, ma ha il merito potenziale di far crescere la consapevolezza dell’impatto causato dall’atto violento. Nella nostra scuola media, le materie più significative sono la matematica e il tedesco. La matematica (non scrivo per una mia predisposizione soggettiva) è per eccellenza una materia selettiva. Causa di difficoltà scolastiche per molti giovani. Oltretutto si scopre poi che la matematica utile nella vita, quella reale che comprende la spesa alimentare, l’affitto, l’ipoteca della casa e altro, equivale a quella della scuola elementare. Non sarebbe più opportuno sostituire la gerarchia delle materie di livello A, le più (da noi) significative con altre, ad esempio le scienze invece della matematica? Scienze di cui si parla molto a vanvera, citando come fossero dogmi, dei principi passeggeri derivanti dalle pseudoscienze. 

Le scienze permettono di approfondire la conoscenza del corpo umano, di scegliere un’alimentazione corretta (in considerazione del fatto che molti giovani masticano e ingurgitano cibo e bibite non proprio sane). Lo studio della fisiologia potrebbe essere la chiave per portare i giovani ad avere una consapevolezza sugli effetti della violenza, sull’esperienza patologica del consumo di alcool, sui danni che si possono causare tirando calci e pugni. Danni spesso irreversibili e mortali. I progressi dell’umanità sono spesso collegati alla buona applicazione delle scoperte scientifiche.

La scuola potrebbe e probabilmente dovrebbe mettere al centro lo studio delle scienze. Se avessero avuto una consapevolezza conseguente ad un adeguato insegnamento delle scienze, magari i cinque individui violenti della pensilina, avrebbero contenuto le loro pulsioni, avendo un grado più elevato di sensibilità e il ragazzo non avrebbe neppure bevuto fino ad ubricarsi. L’interpretazione  dello stato alterato del ragazzo poteva essere più competente. Magari! All’incertezza non vi è limite! Perlomeno l’insegnamento è una possibilità e non le prediche che non hanno un’applicabilità concreta.

Tra l’altro ai miei tempi si chiamavano vigliacchi i gruppi che picchiavano un singolo individuo. Beninteso non si tratta di eliminare la matematica, ma in un tempo dove la cronaca riporta episodi di  violenza, di emergenza inquinamento, dove l’operato umano (Antropocene) sta deteriorando il pianeta, dove le sostanze stupefacenti sono sempre più incisive e il cibo spazzatura abbonda, le scienze dovrebbe imporsi su tutte le materie scolastiche. 

di Massimo Delorenzi

 

 

 

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