Partito Comunista
Vietare i fuochi d’artificio o aumentare la coercizione preventiva sulle manifestazioni politico-sindacali?
Redazione
27.10.2026 14:17

Foto: ©Massimo Pedrazzini
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L'opinione del PC.
Pur riconoscendo i nobili scopi che l’iniziativa popolare «Per una limitazione
dei fuochi d’artificio» si propone, il Partito Comunista è scettico sulle
modalità proposte e, a maggioranza del suo Comitato Centrale, invita a
respingerla.
Riteniamo
anzitutto che la Costituzione Federale non vada appesantita da articoli
relativi a temi come regolamentazioni specifiche inerenti, ad esempio, a
frivoli fenomeni di intrattenimento. Essa dovrebbe bensì racchiudere concetti e
indicazioni fondamentali riguardo al funzionamento e all’essenza dello Stato.
Le problematiche sollevate dagli iniziativisti – per quanto valide – sono già
risolvibili nell’ambito del controllo da parte degli enti cantonali e comunali,
i quali peraltro possiedono già un apparato normativo rispetto al fenomeno dei
fuochi di artificio.
Rimaniamo critici rispetto all’approccio moralista e «divietocratico» degli
inizativisti. Il divieto tout-court di un’attività che – come qualsiasi altra –
se mal gestita può potenzialmente diventare problematica si inserisce in una
tendenza proibizionista, calata dall’alto, che quasi sempre risulta
controproducente nella risoluzione dei problemi. Nel caso specifico si potrebbe
pensare – ad esempio – ad un’eventuale apertura di un mercato nero per i fuochi
artificiali: uno scenario da scongiurare.
La preoccupazione del Partito Comunista è relativa anche alle possibili derive
securitarie che potrebbero scaturire dall'iniziativa stessa. Al di là di un
aumento delle spese a carico dei contribuenti legate all'ordine pubblico e dei
dubbi sulla effettiva possibilità di intervenire capillarmente sul territorio
per impedire che si sparino fuochi di artificio, segnaliamo che se questa
iniziativa fosse approvata ci sarebbero più facilmente gli estremi per mettere
in atto misure di coercizione preventiva ed intensificare i controlli di
Polizia sugli eventi di interesse pubblico quali manifestazioni sindacali,
movimenti studenteschi, eventi sportivi, ecc.
Alle nostre latitudini fermi preventivi e controlli accresciuti sono ad oggi
limitati (ad esempio le manifestazioni a Ginevra contro il summit del G8) ma
non si può escludere che, con la scusa di questa nuova normativa e la verifica
se esiste del materiale pirotecnico, lo Stato, soprattutto in questo periodo
storico, ne approfitti e intervenga preventivamente per ostacolare moti
studenteschi, associativi, di protesta, cosa che regolarmente succede in Unione
Europea (controlli accresciuti, check points, repressione, ecc.).
Partito Comunista

