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Verdi del Luganese: Lugano e la Valcolla, due realtà a confronto
Redazione
15 anni fa

Domani si vota anche sull’aggregazione tra Lugano e Valcolla. È chiaro che il basso numero di abitanti di Valcolla, 558 di cui solo 249 attivi, non basta a generare il gettito fiscale per finanziare tutti i servizi per i cittadini, e che oltre ai problemi finanziari, è difficile reperire tra l’esigua popolazione dei validi rappresentanti per l’amministrazione della cosa pubblica. Ma i Verdi ricordano che seppure nel momento attuale il modello economico urbano è più redditizio, non è escluso che si tratti di un fenomeno passeggero. Già oggi nella alta Valle del Cassarate una famiglia modesta può vivere dignitosamente, in grande misura autosufficiente per acqua, energia e alimentazione, con il lavoro delle proprie mani e del proprio intelletto. Libertà che la (ricca?) Lugano non offre.  Sicuramente Lugano porterà servizi per la popolazione e risolverà grattacapi agli amministratori attuali, ma sarà difficile per gli abitanti della Valcolla farsi sentire dal Municipio della Grande Lugano, pur avendo portato in dote un vasto e prezioso territorio. La pratica ha già dimostrato che le commissioni di quartiere non hanno nessun potere, e non possono quindi rappresentare correttamente le comunità locali; infatti la Lega ha appena presentato una mozione per abrogarle definitivamente. Ci si può infine porre delle domande sulla futura gestione del territorio di Valcolla, che finirà nelle mani che hanno amministrato e sviluppato quello di Lugano negli ultimi 20-30 anni, i cui risultati sono: demolizione di edifici storici, cementificazione speculativa, riduzione sistematica delle aree verdi, traffico caotico e congestionato. Non c’è da stare molto allegri.Per Valcolla l’aggregazione con Lugano  è come firmare una cambiale in bianco: si sa cosa si riceve (maggiori servizi, moltiplicatore più basso), ma non si conosce il prezzo da pagare (perdita d’indipendenza, sfruttamento territoriale, traffico pendolare, abitazioni secondarie, cementificazione).   Se per Valcolla l’aggregarsi con altri è praticamente d’obbligo, secondo i Verdi sarebbe più opportuno volgersi verso un comune con una realtà più simile, con cui ci siano interessi comuni e con il quale già adesso la comunicazione e collaborazione è fitta, a partire dai collegamenti dei trasporti pubblici, come è il caso del comune di Capriasca.I Verdi si rendono conto che sarà difficile, a questo punto, evitare che Valcolla diventi parte della Grande Lugano. Ci premureremo per collaborare per rafforzare il potere decisionale delle comunità, della vita e attività a livello di vicinanza, degli scambi economici reali, e per  difendere il paesaggio.

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