
Con il messaggio nr. 6174 il Consiglio di Stato propone al Parlamento misure cantonali di rilancio economico e di sostegno dell’occupazione che andrebbero ad affiancare le misure indicate nel messaggio nr. 6173 inerente alla Legge cantonale di applicazione della Legge federale sulla politica regionale, pure volte al rafforzamento del tessuto economico del Cantone. Nell’introduzione di questi documenti viene richiamato il messaggio nr. 5872 concernente lo stanziamento di un credito di 78 milioni di franchi da destinare a progetti di rilancio economico e di sostegno all’occupazione, nonché allo sviluppo della ricerca scientifica e delle energie rinnovabili nel periodo 2007/2010. Nell’ambito di tale credito quadro d’investimento si accolsero, assieme ad altre misure: • lo stanziamento di 10 milioni di franchi per la creazione e contributo a un fondo di capitale di rischio per le PMI a favore dell’innovazione e di investimenti ad alta tecnologia; • l’assegnazione di ulteriori 10 milioni di franchi per misure a sostegno d’investimenti imprenditoriali (anche detti autoimprenditoriali), che non essendo innovativi, non avrebbero potuto beneficiare degli aiuti previsti dalla Legge sull’innovazione economica (L-Inn). Dalla tabella raffigurata a pagina 3 del messaggio nr. 6174, si evince chiaramente che per queste due misure non è stato stanziato nessun credito. In particolare, il CdS riferisce che “il bilancio che si può trarre al capitolo capitale di rischio della precedente esperienza maturata con il programma Venture Net non è incoraggiante”. Pur comprendendo l’opinione del Governo, secondo la quale l’implementazione di simili iniziative richiede particolare attenzione e realismo, ci permettiamo di porre al lodevole CdS le seguenti domande: 1. Non appare un pochino strano, se non addirittura contraddittorio, il fatto che proprio in un momento di crisi, in cui occorrerebbe agire velocemente per stimolare l'economia ticinese e dare nuovi impulsi all'imprenditorialità, il CdS decide di stralciare delle misure – peraltro già approvate dal Gran Consiglio – che andrebbero implementate a maggior ragione proprio adesso ? 2. Nel messaggio 5872 si ricordava che in Ticino vi sono diversi strumenti pubblici e privati che operano nell’ambito del finanziamento dell’auto-imprenditorialità e del capitale di rischio per le PMI. Veniva citato in particolare il Venture Net di Banca Stato come esempio interessante da perseguire e da valorizzare. Per quali motivi l’opinione del Governo in questo ambito è radicalmente mutata ? 3. Dal suo avvio, quanti e quali progetti sono stati sostenuti attraverso il programma VentureNet di BancaStato ? Quanti spin off accademici o di ricerca sono stati sostenuti ? In che maniera ? 4. Dall’implementazione di questo strumento quante e quali iniziative di capitale a rischio, nuovi progetti imprenditoriali e di giovani imprenditori ticinesi sono stati sostenuti ? Quali esperienze positive sono state fatte ? Quali negative ? 5. Sempre nel messaggio 5872 (pag. 10), l'acquisizione delle quote del fondo sarebbe dovuta avvenire sulla base di una valutazione delle possibilità di sviluppo dell'impresa effettuata dal soggetto gestore del fondo. L'obiettivo era selezionare 20-30 start up e aziende ad alto contenuto tecnologico e ad elevato potenziale di crescita con sede in Ticino. Chi e come si è occupato della gestione di questo fondo ? 6. Quale valutazione complessiva è possibile fare a diversi anni di distanza dall’avvio di queste iniziative ? Raffaele De Rosa, Monica Duca Widmer, Carlo Luigi Caimi, Luigi Canepa e Nadia Ghisolfi, deputati PPD in Gran Consiglio
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