Frano Dragun
Vallemaggia, si ricostruisca, subito. I nostri ticket per aiutare la Vallemaggia
©Gabriele Putzu
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Redazione
13 giorni fa
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Le immagini della devastazione portata da eventi estremi sono in grado ogni volta di farci riflettere su come la natura sia una forza che spesso prevale sull’uomo. Se quelle istantanee arrivano da casa nostra fanno ancora più male, accentuando il senso di impotenza. La Vallemaggia colpita dal maltempo, che conta i danni e identifica i suoi morti, è una ferita per tutti i ticinesi. 

Siamo però chiamati a trasformare la tristezza in azione, ragionando su che cosa si poteva fare per limitare il disastro e soprattutto su come agire per ritornare a far vivere la zona. È infatti indispensabile pianificare sin da subito una ripartenza, che permetta alle persone di continuare a vivere e lavorare nelle valli, appena sarà possibile e non tra anni o decenni, quando ormai si saranno persi know how, identità e ricordi. La politica ha il compito di inserire in agenda il tema come prioritario, mettendo in campo tutto quanto possibile per supportare una ricostruzione che deve iniziare a breve, ed essere più rapida e incisiva possibile

Tornando all’evento di sabato scorso, vien da domandarsi se si poteva agire meglio per proteggersi. Ritengo che sia indispensabile prestare maggiore attenzione alle allerte meteo, considerando che un allarme di grado 4, come quello che MeteoSvizzera aveva emesso per la Vallemaggia, comporti, per la costituzione geologica e la posizione geografica del luogo, un pericolo maggiore rispetto ad una equivalente in altre regioni. Si poteva, probabilmente, annullare il torneo di calcio di Peccia, i cui partecipanti sono stati costretti a rimanere bloccati sul posto, o riflettere sull’opportunità di proseguire le colonie destinate ai bambini.

L’elemento fondamentale ora è la ripartenza, con una regione che ha bisogno di un aiuto concreto. Ciascuno ha il dovere morale di aiutare come può, anche tramite piccoli gesti. Pertanto, propongo, per chi come me è attivo a livello politico nelle vicinanze della Vallemaggia di destinare per un periodo di tempo determinato, magari di un anno, il proprio ticket alle zone colpite. Dato che si tratta di una valle che vive prevalentemente di turismo, sarebbe auspicabile che enti e organizzazioni turistiche sostengano in modo indiretto la regione, organizzando quando sarà possibile e sicuro gite guidate e tour nella regione, incentivando un indotto e una ripresa del lavoro per grotti, artigiani, piccoli negozi. 

La Vallemaggia e i suoi abitanti hanno bisogno di tutti noi, non scordiamolo.

Frano Dragun, consigliere comunale UDC di Locarno

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