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Valentina De Bianchi: Una scelta più ecologica di quella degli ecologisti
Redazione
15 anni fa

Energia pulita, fonti rinnovabili, solare, eolico,... e potremmo continuare. Questi sono alcuni dei tanti termini che in questi giorni continuano a risuonare attorno al dibattito della votazione del 5 giugno che ci porterà ad esprimere la nostra opinione sull’iniziativa sostenuta da Verdi e Lega (!) “Per un AET senza carbone”. Se si accettasse questa iniziativa, voluta da coloro che amano definirsi “ecologisti”, tutte queste belle parole sarebbero però messe da parte. Il controprogetto invece si basa proprio su una soluzione più ecologica di quella proposta dagli “ecologisti”. In poche parole si chiede l’uscita di AET dalla centrale di Lünen entro il 2035, instaurando nel contempo un fondo per lo sviluppo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Nei prossimi 20 anni avremo così 100-160 milioni di franchi finanziati da AET che aiuterebbero la transizione verso un’energia verde in Ticino prevista per il 2050. La strada è lunga, ma è ora che bisogna iniziare a percorrerla. Che lo si voglia oppure no, la centrale di Lünen ci servirà per far fronte al fabbisogno energetico che cresce di anno in anno. Tutti noi vorremmo un approvvigionamento energetico proveniente da sole fonti rinnovabili. La realtà però è che ancora non è possibile e dobbiamo cercare delle soluzioni per poter mantenere il nostro stile di vita. Difficile infatti – anche per i più convinti – rinunciare a tutte le tecnologie che abbiamo. Pensiamo solamente al computer, alle tavolette elettroniche, ai cellulari, ai lettori di musica,… Sono piccoli, futili oggetti che sono però entrati nel nostro quotidiano e che richiedono… energia! E allora guardiamo al futuro con spirito innovativo e soprattutto realistico. Non possiamo tornare indietro, dobbiamo volgere lo sguardo a soluzioni concrete. Il controprogetto è una di queste: permetterà di colmare il buco energetico previsto nei prossimi anni, investendo nel contempo nelle energie rinnovabili che attualmente raggiungono solo il 10% della produzione totale di energia in Svizzera. Non dimentichiamo infine l’aspetto economico, da non sottovalutare: l’iniziativa propone di svendere entro il 2015 la partecipazione di AET dalla centrale a carbone di Lünen. Il fabbisogno dei ticinesi rimarrà però sempre lo stesso, anzi, sarà in continua crescita. Saremo quindi costretti a cercare altrove l’energia mancante in centrali nucleari o in vecchie centrali a carbone, meno efficienti e meno tecnologicamente avanzate di Lünen. Facciamo una scelta più ecologica di quanto vogliono coloro che si definiscono ecologistici: diciamo SI al controprogetto e NO all’iniziativa. Valentina De Bianchi, PPD

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