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Valentina De Bianchi: Maternità, l'esempio friborghese
Redazione
16 anni fa

Il Parlamento del Canton Friborgo ha adottato lo scorso giovedì un assegno di maternità per tutte le madri, comprese le madri adottive e coloro che non esercitano nessuna attività lucrativa. Il progetto di legge si inserisce in una disposizione della nuova costituzione cantonale del 2004. Quest’ultima prevede che le madri senza attività lucrativa ricevano delle prestazioni equivalenti al minimo vitale di base. Le donne che parallelamente lavorano a tempo parziale riceveranno un contributo proporzionale. La somma prevista corrisponde a quella della rendita completa del minimo dell’AVS (nel 2010 calcolata a 1140.-) e sarà versata per una durata di 14 settimane. Le madri che decidono di non interrompere la loro attività, potendo anche beneficiare dell’assicurazione maternità a livello federale, riceveranno la differenza nel caso in cui le prestazioni federali saranno inferiori a quelle previste dal Cantone. Ad esempio, se a seguito della nascita di un figlio, una donna che lavora un giorno alla settimana, riceve 600.- dall’assicurazione maternità federale, ha diritto anche alle prestazioni cantonali che le permettono di raggiungere il minimo vitale. Riceverà dunque altri 540.- dal Cantone, che le permetteranno di arrivare alla soglia dei 1140.- al mese del minimo vitale calcolato. Con questa iniziativa, il Canton Friborgo si rivela pioniere in materia di politiche familiari. Il Parlamento ha accettato la revisione della legge per 80 voti senza alcuna opposizione, tranne due astensioni. Un dato che certamente fa riflettere. I costi però non sono indifferenti: il progetto, che calcola una media di 2800 madri all’anno, delle quali il 60% continua ad avere un lavoro a tempo parziale, ha un costo globale di 4.9 milioni all’anno. La legge, che entrerà in vigore il primo luglio 2011, darà sicuramente una spinta importante a tutte le donne che desiderano avere un bambino, ma che si sentono intimorite dai costi e dalle conseguenze finanziarie di creare una famiglia. Ormai è provato, le coppie rinunciano ad avere un figlio, o un secondo figlio, a causa del grande carico economico che comporta. Il PPD si è sempre impegnato a favore delle famiglie, sostenendo ad esempio il congedo maternità di 14 settimane o gli sgravi fiscali per i nuclei familiari. La strada è però ancora tutta in salita, qualche miglioramento è stato fatto dato che a oggi, la politica familiare a livello federale, ha influenzato positivamente il tasso di fecondità che è aumentato dal 1,38 al 1,48 figli per donna. Ora si deve puntare a migliorare anche la conciliabilità tra vita privata e vita professionale, permettendo alle madri di mantenere un contatto attivo con il mercato di lavoro e, contemporaneamente, di avere il piacere di occuparsi della propria famiglia. I bambini sono il nostro futuro e rappresentano il punto d’appoggio di tutta la società: dobbiamo scongiurare i problemi demografici per rendere più solido il benessere e la stabilità finanziaria di tutta la Svizzera. Valentina De Bianchi, vice presidente Associazione Donne PPD

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