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UNIA: una giornata d’azione per dire no alla LADI
Redazione
16 anni fa

A tre settimane dall’importante votazione popolare del 26 settembre sulla quarta revisione della Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (Ladi), il sindacato Unia Ticino e Moesa, insieme ad altri rappresentanti del comitato per il no, sabato 4 settembre scende nelle strade del cantone per discutere direttamente con i cittadini e spiegare loro le ragioni per respingere l’ennesimo tentativo di smantellare un’assicurazione sociale. In una ventina di postazioni sarà distribuito ai passanti materiale informativo e il pratico calcolatore che permette di verificare come, ancora una volta, i soli beneficiari della (contro)riforma della Ladi sarebbero i manager con retribuzioni da capogiro. A tutti i fuochi del cantone sarà inoltre recapitato nei prossimi giorni un opuscolo realizzato da Unia e dalle altre federazioni dell’Unione sindacale svizzera (allegato al presente messaggio). La revisione della Ladi votata dalle Camere federali in primavera prevede che i lavoratori paghino maggiori contributi per 600 milioni di franchi in cambio di una riduzione delle prestazioni per altri 600 milioni. Per contro, a chi guadagna più di 315 mila franchi all’anno (spesso le stesse persone che con le loro speculazioni finanziarie e i loro abusi hanno causato la crisi) non chiede alcun sacrificio. Il sindacato Unia è convinto che le cittadine e i cittadini non accetteranno questa legge inutile e ingiusta, che in particolare colpirebbe pesantemente tutti i giovani fino a trent’anni e gli ultra 55enni, due categorie già per loro natura particolarmente esposte al rischio della disoccupazione: i primi rappresentano il gruppo di salariati con il tasso di senza lavoro più elevato (di poco inferiore al 5 per cento contro il 3,6 complessivo), mentre i lavoratori “anziani” sono quelli che più faticano, una volta perso il posto, a rientrare nel mercato del lavoro. Ma la quarta revisione della Ladi rappresenta una minaccia per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori di ogni genere e categoria, perché nessuno oggi può sentirsi al riparo dal rischio della disoccupazione, come dimostrano le ondate di licenziamenti che caratterizzano l’attuale fase di crisi economica. I giornalisti che volessero farsi un’idea delle preoccupazioni e delle paure dei cittadini in vista della votazione del 26 settembre e volessero presenziare ad una delle azioni previste possono prendere contatto con il sottoscritto. Claudio Carrer, UNIA

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