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Ungulati: una petizione per gli agricoltori e non solo
Redazione
18 anni fa
Cleto Ferrari

I crescenti danni degli ungulati rappresentano per il settore agricolo e non solo un’annosa problematica. Un anno povero di castagne e un inverno con frequenti nevicate ha messo a nudo la fragilità e le pecche della politica di gestione delle popolazioni di ungulati attuata dal Cantone. Le popolazioni di ungulati sono cresciute a dismisura e ora purtroppo stanno pagando caro questa situazione in quanto tante sono le bocche rispetto a quanto può sfamare il nostro territorio. La petizione era nell’aria. Da troppo tempo si segnala un crescente malcontento. Sull’arco di parecchi anni gli interventi propositivi per trovare soluzioni alla problematica non si contano come pure il continuo crescere dei danni causati da cervi e cinghiali. Nonostante un quadro chiaro della situazione abbiamo assistito ad un suo costante degrado. Risultati deludenti e una certa insofferenza e latitanza a riguardo della problematica da parte degli Uffici preposti ci ha spinti a quest’ultimo atto. Il lancio della petizione era stato deciso dalla FEDERVITI in agosto 2008 e poi sospeso per estenderlo a tutto il settore agricolo. Venne discusso alla Conferenza dei presidenti degli Enti affiliati all’Unione contadini ticinesi il 26 novembre definendo la partenza della sottoscrizione a fine gennaio 2009. Con questa petizione si propone un concetto coordinato gestionale-territoriale volto a trovare una soluzione equilibrata e costruttiva al problema intervenendo su più aspetti. Nel nostro territorio possono convivere ungulati, agricoltura e attività umane a condizione che ci si adoperi su più su fronti e con chiare regole. Vogliamo contribuire a creare le condizioni per una convivenza sana e nell’interesse di tutti in quanto è possibile prevenire ed evitare i disastri. L’habitat dove si cibano gli ungulati è composto principalmente da sottobosco, prati e pascoli. È evidente che oggi questo habitat si è ristretto soprattutto per il fatto che il settore agricolo si è ridimensionato. È importante quindi poter fare recuperare e gestire all’agricoltura più territorio. Questo territorio diventa ancora più prezioso d’inverno. Gli agricoltori hanno dovuto in varie situazioni posare delle recinzioni in quanto non riuscivano a difendersi dagli ungulati. Recintando nel periodo invernale questo territorio viene a mancare agli ungulati. Le popolazioni di ungulati attualmente sono cresciute a dismisura. La gestione di queste popolazioni è affidata per legge prioritariamente ai cacciatori. Il loro compito è di prelevare sufficienti animali affinché ci sia un rapporto corretto con quanto il territorio può accogliere. I cacciatori devono però poter svolgere la loro attività senza troppi ostacoli e complicazioni. È indispensabile che il fondovalle e le colture agricole ridiventino, per gli ungulati, spazio unicamente di transito e di collegamento e non più spazio di permanenza. E per evitare che questo inverno i cervi distruggano tutti gli ulivi e giardini del cantone forse l’Ufficio caccia e pesca potrebbe posare ai margini del bosco in zone discoste delle mangiatoie e rifornirle regolarmente di fieno. Cleto Ferrari, Unione Contadini Ticinesi

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