Giorgio Cassina
Una vittoria per tutta la popolazione di Collina d’Oro
© Giorgio Cassina
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2 mesi fa
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Tanto è stato detto nelle scorse settimane dai contrari al mandato di gestione del servizio acqua potabile del comune di Collina d’Oro alle Aziende Industriali di Lugano (AIL) e al nuovo regolamento per la fornitura dell’acqua potabile.

Comitato di contrari che ha impostato sin dall’inizio una campagna referendaria intensa e spesso caratterizzata dall’utilizzo di frasi fatte e metafore variopinte, che non possono essere considerate all’altezza di un tema importante per tutta la popolazione di Collina d’Oro e di notevole complessità tecnica e giuridica, come quello della gestione di un esteso e oneroso acquedotto comunale. Riuscire a controbattere a tutte le affermazioni proprie ed improprie fatte, anche nei media, nelle scorse settimane da suddetto comitato non è operazione facile, soprattutto per via del tempo limitato che rimane sino al giorno della votazione (30 ottobre). Mi ha però particolarmente colpito una lettera di una mia collega Consigliera Comunale pubblicata sul Corriere del Ticino del 19 ottobre scorso, in merito alla quale vorrei precisare alcuni punti.

Asserire che il nuovo regolamento “è stato imposto da AIL” o ancora che esso “riprende integralmente quello di Lugano” dimostra un basso livello di preparazione dell’autrice della lettera. Desidero in effetti ricordare che nel 2019 il Cantone ha apportato dei cambiamenti giuridici ad alcune leggi che regolano il funzionamento dei comuni e ha abrogato la legge sulla municipalizzazione dei servizi pubblici, considerandola antiquata e non più al passo con i tempi. Successivamente ha emanato alcune linee guide destinate ai comuni per facilitare l’applicazione delle suddette nuove norme. Tra queste vi sono dei modelli di regolamento sulle aziende comunali che i comuni possono seguire per redigere i loro personali nuovi regolamenti. Nel materiale guida figura anche quello pensato per la distribuzione dell’acqua potabile, ed è proprio su quest’ultimo che il municipio si è basato per redigere la bozza del nuovo regolamento che viene criticato dalla Collega. La somiglianza dei regolamenti per la distribuzione dell’acqua della città di Lugano e di quello di Collina d’Oro non è quindi spiegabile attraverso un esercizio di fotocopia da parte del nostro comune, ma bensì di un allineamento di entrambe le normative al modello guida del Cantone. Affermare che il regolamento sarebbe stato imposto da AIL non corrisponde quindi al vero.

La lettera prosegue poi con un esercizio di applicazione del nuovo regolamento, e del relativo metodo di calcolare la tassa base, ad un caso del tutto ipotetico e inventato, con l’implicita conclusione finale che quest’ultimo sarebbe antisociale. Un’altra volta mi trovo nella posizione di dovere smentire l’autrice della lettera. Il nuovo metodo di calcolo della tassa base non è stato scelto o inventato dal Municipio per rendere il regolamento meno sociale, ma bensì seguendo le disposizioni cantonali in merito (stesso “regolamento tipo” già citato prima). Ricordo che nell’ambito della gestione dell’acqua potabile (così come in tanti altri settori pubblici, gestione dei rifiuti su tutti) vige il principio di causalità, per cui le spese createsi dalla gestione di un determinato compito pubblico devono essere riversate completamente e proporzionalmente sulle persone che ne hanno beneficiato (quindi i cittadini). Ora, il nuovo metodo di calcolo della tassa base è ritenuto, in primis dal Cantone, più equo e bilanciato nel ripartire proporzionalmente sui cittadini le spese derivanti dalla gestione della distribuzione dell’acqua potabile. Che la conseguenza di questo cambiamento sia quella di una ripartizione un po’ diversa dei costi dell’acqua tra i diversi cittadini è quindi un effetto normale e addirittura auspicato, al fine di raggiungere una suddivisione dei costi più giusta e proporzionale per tutti.

Concludo infine con una considerazione finale legata a quanto appena detto sul principio di causalità. Al momento di decidere quale direzione prendere, la maggioranza del Consiglio Comunale ha deciso di imboccare la strada ritenuta più economica ed efficiente sulla base di ponderate previsioni elaborate dal Municipio, quale è quella della delega della gestione ad AIL, proprio per favorire tutti i cittadini di Collina d’Oro. È infatti nell’interesse di quest’ultimi tenere le spese derivanti dalla distribuzione dell’acqua le più basse possibili, in quanto saranno poi loro a doversele accollare completamente e direttamente.

Votate quindi SÌ per sostenere l’opzione più economica e razionalmente più efficiente per gestire al meglio e in modo lungimirante il nostro acquedotto, senza alcuna perdita di autonomia comunale.

Giorgio Cassina

Consigliere Comunale a Collina d’Oro per il gruppo Lega dei Ticinesi/UDC/Indipendenti

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