
Forte della splendida lezione sindacale forgiata nel contesto delle OFFS di Bellinzona, Unia Ticino e Moesa propone a tutte le forze vive del Paese di organizzare una giornata d’azione cantonale, mercoledì 22 ottobre 2008. Le salariate ed i salariati che operano nel cantone, e la maggioranza della popolazione ticinese sono preoccupati per l’impatto che la manovra di risanamento finanziaria del Cantone potrà avere sulle economie domestiche, sull’occupazione e, tenuto conto dei contenuti anche sulle decisioni relative al riconoscimento del rincaro e ad un recupero del potere d’acquisto. Ritengono quindi che l’unico modo per accrescere il potere contrattuale e ribaltare i rapporti di forza, oggi particolarmente sfavorevoli, consista nel creare le condizioni affinché la solidarietà interprofessionale e intergenerazionale abbia modo di esprimersi attraverso una partecipata giornata d’azione cantonale. La finanza, l’imprenditoria e i comuni hanno già detto la loro, ed in un muro del pianto comune si sono stracciati le vesti senza nessun pudore. I lavoratori e le lavoratrici, invece, rivendicheranno dignitosamente il loro diritto ad una ripartizione equa della ricchezza che hanno faticosamente contribuito a produrre non per loro stessi, ma per il bene di tutto il Paese. Ancora l’altro ieri, unica voce fuori dal coro, Nicolas Hayeck ha affermato che è ora di finirla che la ricchezza prodotta dalle imprese (quindi da un corretto rapporto tra management e valore aggiunto del lavoro salariato) venga dilapidata in modo scellerato da chi opera con la finanza virtuale. Ed ha preteso che il diritto di acquistare azioni nel settore produttivo possa essere, in futuro, riservato solo a coloro che hanno degli interessi diretti nell’azienda. Certamente una proposta audace che chiama in causa, in primis tutte fondazioni LPP che, di fatto, sono completamente in mano al settore finanziario e di cui i salariati dovranno riappropriarsi. Ma contemporaneamente, o meglio prima di pensare al salario differito, le lavoratrici ed i lavoratori sono chiamati a recuperare la capacità rivendicativa e a supportarla con tutte quelle azioni che permettono di riequilibrare i rapporti di forza tra classe dirigente e padronato da un lato e salariati e popolazione dall’altro. Senza un recupero della capacità di battersi per i propri diritti, la propria dignità e il proprio salario e senza un allontanamento dalla situazione di ricattabilità latente in cui per questioni finanziarie o compromissioni varie la maggioranza è stata trascinata, qualsiasi proclama di recupero di quanto con la tattica del salame ci vanno toglendo resterà senza seguito. Pertanto, noi riteniamo che la popolazione di un Cantone che ha vissuto un’esperienza come quella delle OFFS – che ha dimostrato cosa si può ottenere se ci si batte con convinzione e determinazione - debba prendere in mano le redini del proprio destino ed avere il coraggio di dire basta a tutte le ricette che, somministrate con l’accompagnamento di qualche analgesico, puntualmente, ci vengono imposte. In questo senso una mobilitazione a livello cantonale si impone, soprattutto per dimostrare ai baroni della politica, ai reucci dell’imprenditoria e agli imperatori della finanza che, anche se “ il nostro pianto fa male al Re …” i salariati e la popolazione cominciano ad averne abbastanza di passare sempre e solo loro alla cassa. Saverio Lurati, segretario regionale Unia
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