
Martedì 8 settembre il Gruppo PPD alle Camere federali ha deciso di presentare Urs Schwaller quale candidato unico per la successione di Pascal Couchepin in Governo. Prima di decidere, tanto la Commissione elettorale del PPD svizzero quanto il Gruppo parlamentare, hanno voluto considerare la candidatura proposta dalla Sezione PPD ticinese nella persona del nostro consigliere di Stato Luigi Pedrazzini. Pur riconoscendo sia la legittimità della rivendicazione di una candidatura ticinese, sia le qualità e le competenze del nostro candidato - conosciuto anche a livello nazionale per il brillante lavoro svolto in qualità di Presidente della Conferenza dei Governi cantonali - il Gruppo PPD alle Camere federali ha ritenuto che la presentazione di un’unica candidatura, cosiddetta di battaglia, nella persona del Capogruppo Urs Schwaller possa rafforzare la possibilità di recuperare il secondo ministro popolare democratico nel Governo federale. La candidatura di Luigi Pedrazzini ha avuto il grande merito di mantenere vivo il dibattito sull’opportunità e la necessità di un rappresentante della Svizzera italiana in seno al Consiglio federale. Di questo si è infatti parlato negli ultimi dieci giorni in tutta la Svizzera. Si tratta ora di dare debita considerazione a questa importante discussione, cercando di trovare e proporre quanto prima qualche utile soluzione, intesa a meglio garantire (e intensificare) i fondamentali rapporti tra il Ticino e Palazzo federale. Come giustamente è stato ricordato da più parti, la presenza in Consiglio Federale di un rappresentante della Svizzera italiana rafforzerebbe il principio del federalismo, tanto caro ai cittadini di questo Paese e tanto ammirato all’estero. Ciò implica anche il coinvolgimento fattivo delle minoranze regionali, culturali e linguistiche. Tanto più se si considerano le opportunità, ma anche i molteplici problemi ai quali siamo confrontati quale regione di frontiera. Il Ticino fa parte geograficamente di un vasto agglomerato transfrontaliero che comprende circa 6 milioni di abitanti. La presenza di un ticinese nel Governo federale potrebbe aprire la via ad un nuovo approccio regionale per dialogare meglio con il resto della Svizzera come pure con la vicina Penisola. Una strategia a beneficio del nostro Cantone e di tutta la Confederazione. È quindi giunto il momento di riconsiderare seriamente la proposta di aumentare l’effettivo del Consiglio federale da 7 a 9 ministri. Questa soluzione avrebbe il vantaggio di meglio distribuire i compiti sempre più numerosi ed onerosi del Consiglio federale e di garantire un seggio permanente in Governo ad un rappresentante della Svizzera italiana. Desidero terminare questa mia riflessione, esprimendo i migliori auguri a Urs Schwaller per la competizione del prossimo 16 settembre e ringraziando il nostro Consigliere di Stato per la sua disponibilità, che ha reso un grande servizio a tutto il nostro Cantone. Giovanni Jelmini, presidente PPD Ticino
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