
Il 30 novembre siamo chiamati alle urne per votare un appello alla responsabilità collettiva, l’iniziativa “Per il Futuro”. Dopo decenni passati ad ignorare la crisi climatica e il suo rapporto con le disuguaglianze sociali, finalmente l’iniziativa della Gioventù Socialista propone un cambiamento: non è solo una questione ecologica, è questione di giustizia.
"Tassare le grandi eredità è la soluzione"
Quest’ iniziativa ridefinisce il concetto stesso di progresso offrendo la possibilità di restituire alla ricchezza una funzione sociale, un’eredità collettiva per il bene della popolazione e della sua libertà. La preoccupazione di un indebolimento economico, pur legittimo, appare miope. Tassare le grandi eredità è la soluzione per contrastare la grave crisi climatica e il divario salariale sempre più presente in Svizzera, dove, secondo un’analisi della banca dati del World Inequality Lab, l’ 1% più ricco della popolazione inquina venti volte tanto il restante 99%.
L'iniziativa "Per il Futuro"
Il principio è semplice quanto giusto: chi trae maggior beneficio dal sistema economico a scapito dell’ambiente deve contribuire in maniera proporzionata a proteggere ciò che ci è rimasto. In una società in cui la ricchezza e il potere si concentrano sempre di più in poche mani la solidarietà fiscale diventa non solo un dovere etico, ma una necessità democratica per salvaguardare il principio della “sovranità del popolo”. Chi ha meno risorse subisce di più le conseguenze di eventi estremi, e non è giusto che ciò gravi sul duro lavoro della popolazione. I super-ricchi, eredi “immobili”, ricevono fortune stando seduti sul divano. L’ iniziativa “Per il Futuro” offre la possibilità di attuare una transizione ecologica che non pesi sulle tasche della popolazione, finché siamo ancora in tempo. Dopodiché? Sarà troppo tardi, e le spese saranno sempre più grandi, e il 99% sempre più povero.
Matilde Peduzzi, membra GISO

