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Pierluigi Pasi
Un altro valido motivo per dire NO il 18 giugno alla legge sull’energia
Redazione
3 anni fa
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La legge sull’energia ha i piedi d’argilla, perché certamente poggia su dati incompleti e sbagliati. I numeri devono fare riflettere. Dal 2001, grazie alle tecnologie innovative e alla maggiore efficienza energetica, in Svizzera il consumo di elettricità pro capite è calato del 10%. Hanno contribuito soprattutto l’agricoltura, la silvicoltura e l’industria. Tutto bene quindi? No, perché il consumo totale di elettricità è aumentato del 6,4%. Anche le emissioni di CO2: minori emissioni pro capite, ma un aumento complessivo. Una contraddizione solo apparente, facilmente spiegabile: la causa è la massiccia crescita demografica, che naturalmente porta a un consumo di risorse nel complesso maggiore. La politica ambientale ed energetica deve dunque fare i conti anche con i dati demografici, con l’immigrazione. Chiunque desideri una Svizzera sostenibile dovrebbe essere pure a favore di una politica migratoria altrettanto sostenibile: questa è logica. Nelle previsioni passate, gli esperti hanno sbagliato di 27 anni. In poco più di un ventennio, dal 2001, la popolazione in Svizzera da 7,2 è cresciuta fino a quasi 9 milioni. Solo lo scorso anno, è aumentata di 180'000 unità: l’equivalente della Città di Basilea. 180’000 persone in più necessitano di risorse: consumano più elettricità, più acqua, più benzina, più combustibile per riscaldamento e più suolo edificabile. Loro malgrado, causano emissioni di CO2 e di gas serra. La Strategia Energetica 2050 ha completamente sottostimato proprio questo dato fondamentale: ipotizzava che gli abitanti in Svizzera sarebbero stati 9 milioni solo fra trent’anni, appunto nel 2050. Gli esperti hanno sbagliato i calcoli, con conseguenze clamorose per il nostro approvvigionamento elettrico: l’elettricità scarseggia, con prezzi che salgono alle stelle. Abbiamo una strategia energetica basata su presupposti completamente errati. La crescita demografica dal 2001 a oggi consuma grossomodo la produzione della centrale nucleare di Gösgen: il 16,5% o 9 terawattora in più di elettricità. Ogni cittadino in più è un consumatore di elettricità. Quali le conseguenze? Anziché correggere la politica energetica sbagliata e le cause che ne stanno alla base, Berna reagisce proponendo restrizioni e divieti per le persone che vivono nel Paese: 19 gradi di temperatura in casa o in ufficio e docce per due persone, insomma con tattiche diversive. La crescita della popolazione e i suoi effetti sul consumo di risorse e sulla cementificazione del paesaggio non possono più essere taciuti. Tutti questi fattori devono essere presi in considerazione per prevedere e concepire uno sviluppo equilibrato e sostenibile della Svizzera. Nel corso degli anni il nostro Paese ha fatto molti progressi nel campo dell’efficienza energetica, che però l’aumento della popolazione rischia di vanificare. Rischiamo nuovi divieti, restrizioni e aumenti del prezzo dell’elettricità. Anziché accettarli, immaginiamo di meglio: diamo un segnale forte a Berna, votiamo NO alla legge sull’energia.

 Pierluigi Pasi, Mendrisio, deputato UDC in Gran Consiglio

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